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Art. 374 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 374 Codice di Procedura Civile

Riparto di giurisdizione: scontro tra giudici sulla prescrizione
Il Contribuente ha proposto opposizione contro un avviso di intimazione per il pagamento della tassa rifiuti, eccependo la prescrizione del credito. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno dichiarato la giurisdizione del giudice tributario. Il Contribuente ha quindi proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la competenza del giudice ordinario civile. La Terza Sezione Civile ha rilevato un contrasto interno alla giurisprudenza: una tesi attribuisce al giudice tributario le questioni fino alla notifica della cartella, mentre un'altra assegna al giudice ordinario i fatti estintivi successivi alla notifica. Per risolvere l'incertezza sul riparto di giurisdizione, la Corte ha rimesso la questione alle Sezioni Unite.
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Giurisdizione tributaria: la svolta sui contributi Antitrust
Una cooperativa agricola ha impugnato una cartella di pagamento per i contributi di funzionamento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. I giudici di secondo grado avevano negato la giurisdizione tributaria, decidendo comunque sul merito della vicenda. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che tali contributi hanno natura di veri e propri tributi. Di conseguenza, sussiste pienamente la giurisdizione tributaria del giudice speciale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della cooperativa, ha dichiarato inammissibile la pronuncia di merito del giudice d'appello (privo di potere decisionale) e ha rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Giudicato interno sulla giurisdizione: ko per il gestore
Alcune società di spedizione hanno citato in giudizio il gestore di due aeroporti, lamentando l'applicazione di tariffe eccessive per la subconcessione di uffici, in violazione delle norme sulla concorrenza. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accolto la domanda di restituzione delle somme pagate in eccedenza. Il gestore ha proposto ricorso in Cassazione, eccependo per la prima volta il difetto di giurisdizione del giudice ordinario. Le Sezioni Unite hanno dichiarato inammissibile questo motivo per la formazione del giudicato interno sulla giurisdizione. La Corte ha stabilito che anche le sezioni semplici possono rilevare l'inammissibilità del ricorso quando si è formato il giudicato interno sulla giurisdizione, poiché la mancata impugnazione della decisione implicita del primo giudice preclude qualsiasi contestazione successiva. La causa è stata quindi rimessa alla sezione semplice per gli altri motivi.
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Consulenza tecnica d’ufficio: scontro sui limiti del CTU
L'erede di un committente ha impugnato la sentenza d'appello che la condannava a pagare un'impresa edile per lavori di consolidamento. La ricorrente contestava la quantificazione del debito, sostenendo che il consulente tecnico avesse superato i propri poteri acquisendo documenti non prodotti dalle parti per colmare le lacune probatorie del creditore. La sesta sezione civile, rilevando un contrasto giurisprudenziale sui limiti della consulenza tecnica d'ufficio, ha deciso di sospendere il giudizio. La Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino definitivamente sui poteri del consulente e sulle conseguenze della loro violazione.
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Giurisdizione tributaria: la Cassazione salva la cooperativa
Una cooperativa agricola ha impugnato una cartella di pagamento relativa ai contributi per il funzionamento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. I giudici di merito avevano dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice tributario. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che tali contributi hanno natura tributaria. Si tratta infatti di prelievi coattivi volti a finanziare una spesa pubblica, commisurati al fatturato e privi di un servizio diretto in cambio. Di conseguenza, la giurisdizione tributaria sussiste pienamente per tutte le controversie relative alla loro riscossione e alla legittimità degli atti del procedimento. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al giudice di primo grado.
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Giurisdizione tributaria: i contributi AGCM sono veri tributi
Un'azienda ha impugnato le cartelle di pagamento relative ai contributi per il funzionamento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. I giudici di merito avevano negato la giurisdizione tributaria, ritenendo che la questione non spettasse al giudice tributario. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che questi contributi obbligatori hanno natura di veri e propri tributi, poiché imposti dalla legge senza una controprestazione diretta. Di conseguenza, la giurisdizione tributaria sussiste pienamente. La Suprema Corte ha quindi annullato la decisione precedente e ha rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado per l'esame del merito.
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Contributi previdenziali INPS: scontro cooperativa-ente rinviato
Una società cooperativa ha proposto ricorso in Cassazione contro l'INPS per contestare un avviso di addebito relativo al pagamento di contributi previdenziali INPS destinati al Fondo di Solidarietà Residuale per gli anni 2016 e 2017. La Corte d'Appello aveva precedentemente confermato il debito della società. La Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di numerosi altri ricorsi identici tra le stesse parti presso la Quarta Sezione, ha deciso di non pronunciarsi immediatamente nel merito. Con ordinanza interlocutoria, la Corte ha disposto la rimessione della causa alla Quarta Sezione per consentire una trattazione congiunta e una soluzione unitaria della controversia.
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Indebito oggettivo: il Comune agisce davanti al giudice civile
Un Comune ha chiesto a un ex amministratore la restituzione delle somme ricevute come indennità di funzione, erogate in violazione del Patto di stabilità. Il Tribunale ha dichiarato il difetto di giurisdizione a favore della Corte dei Conti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Comune, stabilendo che la richiesta di restituzione configura un'azione di indebito oggettivo. Questa azione mira a tutelare l'interesse specifico dell'ente a recuperare un pagamento non dovuto e spetta alla giurisdizione del giudice ordinario, non a quella del giudice contabile. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale.
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