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Art. 346 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 346 Codice di Procedura Civile

Notifica ricorso cassazione: i rischi di inammissibilità
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un operatore commerciale contro un Comune riguardante il pagamento dei canoni COSAP. La decisione si fonda principalmente sul difetto di prova della notifica ricorso cassazione entro i termini di legge. La Corte ha inoltre ribadito che le eccezioni di incompetenza, se respinte in primo grado, devono essere oggetto di appello incidentale per evitare la formazione del giudicato interno.
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Recesso contratto d’opera: quando spetta il danno
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di recesso contratto d'opera professionale da parte di un Comune, il professionista ha diritto al risarcimento dei danni se il recesso è imputabile a colpa dell'ente. La Corte ha chiarito che la disciplina speciale per ingegneri e architetti deroga al codice civile, permettendo la tutela risarcitoria anche dinanzi alla Pubblica Amministrazione che agisce come soggetto privato.
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Azione revocatoria ordinaria: accordi di separazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicabilità dell'azione revocatoria ordinaria agli atti di trasferimento immobiliare verso i figli compiuti in sede di separazione consensuale. I giudici hanno stabilito che tali atti, se pregiudizievoli per i creditori, possono essere dichiarati inefficaci, specialmente quando sussiste la consapevolezza del debitore di sottrarre beni alla garanzia patrimoniale.
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Legittimazione passiva: chi paga dopo l’emergenza?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione passiva per le obbligazioni contratte da un commissario straordinario durante un'emergenza si trasferisce all'ente ordinariamente competente, come la Regione, al cessare della gestione straordinaria. Nel caso analizzato, un professionista richiedeva il compenso per un progetto di potenziamento di un depuratore, ma la sua domanda contro lo Stato è stata respinta per difetto di titolarità passiva dopo il subentro regionale.
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Notifica telematica tributaria: validità e PEC
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una notifica telematica tributaria effettuata tramite PEC, nonostante l'errata indicazione della norma di riferimento nella relata. Il provvedimento chiarisce inoltre che le delibere comunali non devono essere allegate agli avvisi di accertamento IMU e TASI, essendo soggette a pubblicità legale. Infine, la Corte ha ribadito l'onere per la parte vittoriosa in primo grado di riproporre le eccezioni assorbite in sede di appello, pena l'inammissibilità in sede di legittimità.
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Esenzione TARI imballaggi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di esenzione TARI per imballaggi, annullando la decisione di merito. La controversia riguardava una società che chiedeva l'esenzione per le aree in cui produceva rifiuti da imballaggio terziario, smaltiti a proprie spese. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato nel non qualificare correttamente la natura dei rifiuti (secondari o terziari) e nell'ignorare una dichiarazione di detassazione parziale presentata anni prima dall'azienda. La sentenza ribadisce che la classificazione dei rifiuti è decisiva per l'esenzione TARI imballaggi e che la prova documentale non può essere ignorata.
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Tassazione fideiussione enunciata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la fideiussione, anche se semplicemente menzionata (enunciata) in un decreto ingiuntivo relativo a un'operazione soggetta a IVA, deve essere sottoposta a un'autonoma tassazione con l'imposta di registro in misura proporzionale (0,50%). La Corte ha chiarito che l'autonomia della garanzia ai fini fiscali prevale sulla sua natura accessoria civilistica, rendendo inapplicabile il principio di alternatività IVA/registro. La decisione ribalta la posizione delle commissioni tributarie di merito, che avevano accolto il ricorso di un istituto di credito.
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Azione di rivendicazione: prova attenuata e usucapione
La Corte di Cassazione chiarisce i confini dell'azione di rivendicazione e il relativo onere della prova. In un caso di disputa su confini di proprietà, la Corte ha stabilito che la cosiddetta 'probatio diabolica' a carico di chi agisce in rivendica si attenua notevolmente quando il convenuto, per difendersi, eccepisce l'usucapione. Poiché l'usucapione presuppone il possesso di un bene altrui, tale difesa costituisce un riconoscimento della precedente titolarità dell'attore, esonerandolo dalla prova rigorosa della proprietà risalendo a un acquisto a titolo originario. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano ordinato l'arretramento di una costruzione edificata in violazione delle distanze legali.
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Garanzia vizi appalto: i termini per agire in giudizio
La Corte di Cassazione interviene sulla garanzia vizi appalto, annullando una sentenza d'appello. La Corte chiarisce che il riconoscimento dei difetti da parte dell'appaltatore fa venir meno solo l'onere di denuncia, ma non interrompe il termine annuale di prescrizione per l'azione legale, che inizia a decorrere da tale riconoscimento. Il caso riguardava gravi difetti apparsi nella pavimentazione esterna di due villette.
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Eccezioni assorbite: obbligo di riproposizione in appello
Una società contribuente si è vista annullare in appello una sentenza favorevole di primo grado. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il giudice d'appello ha l'obbligo di esaminare tutte le eccezioni assorbite in primo grado, a condizione che la parte le abbia specificamente riproposte. Nel caso di specie, la Commissione Tributaria Regionale aveva ignorato le doglianze della società sulla carenza di motivazione dell'atto fiscale, violando le norme procedurali. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio.
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Errore di fatto: quando la Cassazione non può revocare
Un cittadino ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto nell'interpretazione del suo precedente atto di appello. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo la distinzione fondamentale tra un errore di fatto revocabile (una svista percettiva su un dato pacifico) e un errore di giudizio (una valutazione interpretativa di un punto controverso), che non è motivo di revocazione.
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Esenzione IRES cooperative: i requisiti da provare
Una cooperativa sociale si è vista negare l'esenzione IRES. Sebbene l'accusa iniziale del Fisco (operazioni inesistenti) fosse caduta, la Cassazione ha confermato la decisione, poiché la società non ha provato di possedere altri requisiti essenziali previsti dalla legge. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non contestava le reali motivazioni della sentenza d'appello.
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Qualifica giornalista: redattore o corrispondente?
La Corte di Cassazione interviene sul tema della qualifica giornalista, accogliendo il ricorso di un lavoratore. L'ordinanza stabilisce che per distinguere un corrispondente da un redattore non contano l'assenza dalla redazione o l'orario flessibile, ma criteri oggettivi come la continuità nella trasmissione delle notizie e il loro carattere generale, non solo locale. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva declassato il giornalista a corrispondente, rinviando per un nuovo esame basato su questi principi.
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Delibera condominiale: agenda e rinuncia garanzie
Una condomina ha impugnato una delibera condominiale per lavori straordinari sulla facciata, lamentando la genericità dell'ordine del giorno, la rinuncia alle garanzie dell'appaltatore e l'alterazione del decoro architettonico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per la validità della delibera condominiale è sufficiente che l'ordine del giorno indichi gli argomenti in termini essenziali. Inoltre, ha chiarito che la scelta di accettare un'offerta con rinuncia a determinate garanzie rientra nella discrezionalità dell'assemblea e che la modifica del decoro architettonico deve essere provata come una disarmonia rilevante e percettibile.
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Prescrizione contributi: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un ex lavoratore che chiedeva il ricalcolo dei contributi previdenziali. La Corte ha stabilito che il diritto a tali contributi è soggetto alla prescrizione contributi quinquennale, respingendo le tesi del lavoratore volte a estendere tale termine. La decisione chiarisce che la denuncia del lavoratore non raddoppia i termini per i crediti successivi al 1995 e che il principio di automaticità delle prestazioni trova un limite nella prescrizione stessa.
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Compenso professionale: quando spetta senza risultato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un consulente a ricevere il proprio compenso professionale per un'attività di assistenza in un'acquisizione aziendale, anche se l'affare non si è concluso. L'ordinanza sottolinea che le contestazioni dei clienti sull'operato del professionista sono state respinte perché formulate in modo generico e tardivo, violando le preclusioni processuali. La Corte ha ribadito che l'obbligazione del professionista è di mezzi e non di risultato, e il compenso è stato liquidato secondo le tariffe professionali in base al valore dell'operazione.
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Responsabilità professionale direttore lavori: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due professionisti, un direttore dei lavori e un progettista strutturale, per i danni causati durante una ristrutturazione edilizia. La sentenza sottolinea che la responsabilità professionale del direttore lavori include un dovere inderogabile di vigilanza, che non può essere eluso fidandosi delle rassicurazioni del committente o di terzi. Anche l'assoluzione in sede penale è stata ritenuta irrilevante ai fini della responsabilità civile, che si fonda sulla semplice colpa. I ricorsi sono stati respinti in quanto miravano a un riesame del merito, inammissibile in sede di legittimità.
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Titolarità del credito: eccezione tardiva inammissibile
Una società di gestione crediti è intervenuta in un giudizio come nuova creditrice. I debitori hanno contestato la sua titolarità del credito solo nelle memorie finali. La Corte d'Appello ha giudicato tardiva questa obiezione. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, dichiarando il ricorso dei debitori inammissibile. La loro prolungata inerzia processuale è stata interpretata come un'accettazione implicita della posizione del nuovo creditore, rendendo la contestazione tardiva e inefficace.
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Eccezione di prescrizione: come riproporla in appello
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per contestare le condizioni di un conto corrente. Dopo una decisione parzialmente favorevole in primo grado, la Corte d'Appello ha riformato la sentenza, condannando la banca a restituire una cospicua somma. La banca ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando l'errata valutazione della prescrizione sulle rimesse. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, non per il merito della questione, ma perché la banca non aveva correttamente riproposto la sua eccezione di prescrizione nel giudizio d'appello, considerandola così rinunciata.
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Appello incidentale: quando è obbligatorio?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce la differenza tra riproposizione delle domande e appello incidentale. Se una domanda è stata espressamente respinta in primo grado, la parte parzialmente soccombente deve proporre un appello incidentale per evitare la formazione del giudicato. La semplice riproposizione, prevista dall'art. 346 c.p.c., è ammessa solo per le domande assorbite o non esaminate, non per quelle rigettate nel merito. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Fallimento che non aveva seguito questa procedura.
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