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Art. 346 Codice Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 346 Codice Penale

Riqualificazione Millantato Credito: Da Influenza a Truffa, la Cassazione fa Chiarezza
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Maresciallo dei Carabinieri condannato per corruzione e millantato credito. La Corte ha confermato la condanna per corruzione ma ha annullato la parte relativa al millantato credito. Ha stabilito che il vecchio reato di millantato credito (Art. 346 c.p., comma 2), quando basato su un inganno e su un'influenza inesistente, deve essere riqualificato come truffa (Art. 640 c.p.), non come traffico di influenze illecite (Art. 346-bis c.p.). Questa decisione chiarisce la **riqualificazione millantato credito** e la distinzione tra reati contro la pubblica amministrazione e quelli contro il patrimonio privato, portando alla prescrizione del reato riqualificato.
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Riparazione per ingiusta detenzione: Assoluzione vs. Prescrizione
Un Individuo ha richiesto la **riparazione per ingiusta detenzione** dopo essere stato sottoposto ad arresti domiciliari. La misura cautelare era stata applicata per diversi reati. Successivamente, l'Individuo è stato assolto nel merito per alcuni di questi reati, mentre per altri la Corte ha dichiarato l'estinzione per prescrizione. La Corte d'Appello ha negato il risarcimento. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che il diritto alla **riparazione per ingiusta detenzione** non sorge se la misura cautelare si fonda anche su reati per i quali non vi è stata assoluzione nel merito, ma solo prescrizione, purché tali reati fossero autonomamente sufficienti a giustificare la detenzione.
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Vantare influenze: condanna per tentato traffico di influenze illecite
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per il reato di tentato traffico di influenze illecite. L'imputato aveva millantato (cioè si era vantato falsamente) di avere strette relazioni con un giudice, chiedendo 35.000 euro a un cittadino per influenzare una decisione giudiziaria. Il cittadino, tuttavia, non accettò la proposta e denunciò l'accaduto. La sentenza ha ribadito la continuità normativa tra il vecchio reato di millantato credito e il nuovo di traffico di influenze illecite, riconoscendo la piena configurabilità del tentativo anche quando il vantaggio illecito non viene effettivamente ottenuto. Il ricorso dell'imputato è stato rigettato.
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Revoca dell’indulto dopo una nuova condanna penale
Un cittadino condannato aveva ottenuto il beneficio del condono della pena. Nei cinque anni successivi, tuttavia, l'uomo ha commesso un nuovo reato grave, subendo una nuova condanna a oltre tre anni di reclusione. Il Tribunale ha quindi disposto la revoca dell'indulto precedentemente accordato. Il condannato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo un errato calcolo dei limiti di pena in presenza di più reati unificati. I giudici supremi hanno respinto l'impugnazione dichiarandola del tutto inammissibile. Il reato principale superava autonomamente la soglia di legge fissata per la decadenza dal beneficio, rendendo legittima la sanzione.
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Traffico di influenze illecite e truffa: i confini della Cassazione
Un automobilista subisce il ritiro della patente e il sequestro dell'auto. Due soggetti promettono di sbloccare la pratica in Prefettura chiedendo 500 euro per la mediazione e 1.500 euro con la falsa scusa di dover corrompere un funzionario pubblico. La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra la truffa e il traffico di influenze illecite. La promessa di una mediazione ricade nel traffico di influenze illecite. Al contrario, la richiesta di denaro basata sul falso pretesto di corrompere un pubblico dipendente ignaro costituisce il reato di truffa. I giudici riqualificano la seconda condotta in truffa ed estinguono il reato per intervenuta remissione di querela, disponendo un nuovo giudizio d'appello per rideterminare la pena relativa al residuo reato.
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Concorso in corruzione: Intermediario condannato, ricorso inammissibile
Un intermediario è stato condannato per concorso in corruzione propria. Ha promesso e consegnato denaro e una macchina fotografica a un Direttore dell'Agenzia delle Entrate. Lo scopo era influenzare una verifica fiscale a favore di un'Azienda, attenuando o ritardando le conseguenze di irregolarità fiscali, come fatture false e compensazioni indebite. La difesa ha presentato ricorso, lamentando una nullità procedurale per mancato avviso di un'udienza e contestando la configurazione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la nullità sanata perché eccepita tardivamente e ha giudicato le altre censure come tentativi di riesaminare i fatti, non consentiti in sede di legittimità. La condanna per concorso in corruzione è stata confermata.
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Traffico di influenze illecite: la prescrizione non salva il reo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di millantato credito, successivamente riqualificato in traffico di influenze illecite. L'imputato sosteneva che il reato fosse ormai estinto per prescrizione. I giudici hanno chiarito che, nonostante la riforma legislativa del 2019 abbia formalmente abrogato il millantato credito facendolo confluire nel reato di traffico di influenze illecite, esiste una piena continuità tra le due norme. Per il calcolo della prescrizione si deve applicare la nuova pena massima di quattro anni e sei mesi di reclusione, in quanto più favorevole rispetto alla disciplina precedente. Di conseguenza, considerando anche la recidiva qualificata dell'imputato, i termini di prescrizione non erano ancora decorsi al momento della sentenza d'appello. Il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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