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Art. 328 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 328 Codice di Procedura Civile

Proroga del termine di impugnazione: rispetto delle scadenze
Una controversia sul rilascio di terreni si è conclusa con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione. Gli eredi dei possessori del fondo hanno impugnato la sentenza di secondo grado oltre i termini di legge. La corte d'appello aveva ordinato il rilascio dei terreni in favore dell'erede del legittimo proprietario. I ricorrenti sostenevano che un secondo decesso avvenuto tra le parti avesse riaperto i termini processuali. La Corte di Cassazione ha chiarito che la proroga del termine di impugnazione si applica una sola volta per il decesso avvenuto nei sei mesi dalla pubblicazione della sentenza. Eventuali ulteriori eventi durante il periodo di proroga non concedono extra tempo. L'impugnazione tardiva ha comportato il rigetto e la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese di lite e delle sanzioni per lite temeraria.
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Servitù di passaggio: la lite tra fratelli finisce con maxi multa
Il caso nasce dal disaccordo tra due fratelli proprietari di terreni confinanti ricevuti in donazione dai genitori. Il Proprietario chiedeva lo sgombero di materiali depositati su uno spiazzo comune e la rimozione di ostacoli che impedivano l'esercizio di una servitù di passaggio. La Corte d'appello riconosceva la servitù per destinazione del padre di famiglia. Gli Eredi del vicino impugnavano la decisione lamentando difetti di motivazione e il mancato rinnovo della consulenza tecnica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la scelta di rinnovare la perizia spetta esclusivamente al giudice di merito. Gli eredi sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a pesanti sanzioni per lite temeraria.
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Successione tra enti pubblici e termini di appello
La controversia riguarda un contratto di gestione immobiliare tra un ente pubblico e una società privata. Al termine del rapporto, sono sorte contestazioni su compensi e danni per inadempimenti gestionali. La Corte di Cassazione affronta la questione della successione tra enti pubblici e la sua influenza sui termini di appello. La Corte stabilisce che la soppressione di un ente con trasferimento di funzioni a un successore non interrompe il processo ai sensi dell'art. 328 c.p.c. Di conseguenza, l'appello tardivo determina l'inammissibilità del ricorso e la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata.
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Pubblico impiego: nullità concorso e incentivi esodo
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni ex dipendenti di un Ente Regionale che, dopo aver ottenuto la qualifica dirigenziale tramite concorso, avevano sottoscritto accordi di risoluzione consensuale con incentivo all'esodo. Successivamente, il giudice amministrativo ha annullato la procedura concorsuale. La Suprema Corte ha stabilito che, nel settore del pubblico impiego, la nullità della procedura di reclutamento travolge i contratti individuali e gli accordi transattivi correlati. Il principio di legalità e il dovere della Pubblica Amministrazione di recuperare somme indebitamente percepite prevalgono sulla volontà negoziale delle parti, rendendo gli accordi di esodo inefficaci rispetto al venir meno della qualifica dirigenziale.
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