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Art. 328 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 328 Codice di Procedura Civile

Simulazione del mutuo: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto di mutuo e di una ipoteca, riconoscendoli come frutto di una simulazione del mutuo tra fratelli, finalizzata a danneggiare i creditori. La sentenza chiarisce importanti principi processuali: la morte di una parte dopo la sentenza di primo grado non causa l'interruzione del processo d'appello. Inoltre, viene ribadito che i terzi possono provare la simulazione anche tramite presunzioni.
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Interruzione del processo: da quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale sull'interruzione del processo a seguito di fallimento. Con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il termine perentorio per la riassunzione del giudizio non decorre dalla conoscenza legale dell'evento fallimentare, ma dalla data della dichiarazione giudiziale di interruzione. Il caso riguardava una società, fallita nel corso di un giudizio d'appello, il cui liquidatore aveva riassunto la causa. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato estinto il processo per tardività, un errore corretto dalla Cassazione che ha cassato la sentenza con rinvio.
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Accertamento induttivo: onere della prova del fallito
Una società omette la dichiarazione dei redditi, subendo un accertamento induttivo. Dichiarata fallita, il suo ex legale rappresentante ottiene una riduzione del debito in appello. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9710/2025, ribalta la decisione, chiarendo che in caso di accertamento induttivo, le sole scritture contabili non bastano a vincere le presunzioni dell'Amministrazione Finanziaria. L'onere di provare l'effettiva esistenza dei costi e delle operazioni ricade interamente sul contribuente, anche se fallito.
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Integrazione contraddittorio: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su un caso di diritto fallimentare, annullando una decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva dichiarato l'improseguibilità di un giudizio di rinvio per mancata integrazione del contraddittorio nei confronti degli eredi di una parte deceduta. La Cassazione ha stabilito che il giudice di merito non può limitarsi a un invito, ma deve emettere un ordine perentorio di integrazione. Inoltre, ha sollevato dubbi sulla necessità stessa di integrare il contraddittorio, dato che la parte deceduta, un socio fallito, era già rappresentata per legge dal curatore fallimentare per le questioni patrimoniali.
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