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Art. 306 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 306 Codice di Procedura Civile

Compenso dell’arbitro: niente saldo d’oro se la ditta fallisce
Un professionista ha chiesto l'ammissione al passivo di una compagnia assicurativa in liquidazione coatta amministrativa per ottenere il proprio compenso dell'arbitro. L'arbitrato era iniziato prima del fallimento, ma l'arbitro si era insediato solo dopo l'avvio della procedura concorsuale, nonostante il disinteresse delle parti che avevano rinunciato alla clausola compromissoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista, confermando che non spetta il compenso pieno né la prededucibilità se l'attività non è stata utile alla procedura concorsuale e l'insediamento è avvenuto senza presupposti. L'arbitro perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite senza spese
Gli eredi di una ricorrente deceduta hanno depositato un atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. La controparte ha accettato tale dichiarazione. La Corte di Cassazione ha chiarito che la rinuncia al ricorso in Cassazione è un atto unilaterale recettizio che estingue il processo in modo automatico, senza necessità di accettazione altrui. L'adesione della controparte rileva esclusivamente per escludere la condanna alle spese del rinunciante. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna statuizione sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’Ente paga il legale
Un professionista ha ottenuto dal Tribunale la condanna di un Ente Pubblico al pagamento di oltre 77.000 euro per compensi professionali legati a numerose cause civili. L'Ente Pubblico ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, l'Ente Pubblico ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, sottoscritta anche dal difensore del professionista. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede l'accettazione della controparte per produrre i suoi effetti. Di conseguenza, la sentenza di condanna a carico dell'Ente Pubblico è passata in giudicato, diventando definitiva. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate tra le parti e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia agli atti del giudizio: quando la causa si estingue
Il Ricorrente aveva proposto ricorso in Cassazione contro l'Amministrazione Pubblica per impugnare un decreto del Tribunale di Venezia. Successivamente, il difensore del Ricorrente, munito di procura speciale, ha depositato un atto formale di rinuncia all'azione, allegando la dichiarazione personale del proprio assistito. La Suprema Corte ha preso atto della volontà della parte e ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta rinuncia agli atti del giudizio. Di conseguenza, i giudici non hanno liquidato le spese di lite, poiché la controparte non ha svolto attività difensiva.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro un contribuente. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'amministrazione finanziaria ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile, confermando di fatto la vittoria del contribuente che vede svanire la pretesa del fisco.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro alcuni contribuenti. Tuttavia, prima che la Corte di Cassazione potesse decidere sui motivi di ricorso relativi alla motivazione dell'atto e alla revisione delle microzone, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno preso atto della volontà del fisco e hanno dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia al ricorso per cassazione, lasciando ferma la decisione favorevole ai contribuenti.
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Rinuncia al ricorso del fisco: i contribuenti vincono la causa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro due comproprietari. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. Poiché i contribuenti non si sono costituiti in questa fase, la Suprema Corte ha preso atto della volontà dell'ente pubblico. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi del codice di procedura civile. Con questo provvedimento, la rinuncia al ricorso chiude definitivamente la controversia, lasciando ferma la vittoria dei contribuenti ottenuta nei precedenti gradi di giudizio.
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Fisco fa marcia indietro: rinuncia al ricorso per cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento catastale emesso contro due contribuenti. L'ufficio fiscale contestava il mancato aggiornamento delle rendite e la mancata sospensione del processo. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'amministrazione finanziaria ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile. Questo provvedimento conferma in via definitiva la vittoria dei contribuenti, i quali vedono annullato l'atto di riclassamento del proprio immobile senza dover affrontare ulteriori spese o gradi di giudizio.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende sul catasto
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento per estimi catastali emesso nei confronti di due contribuenti. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha preso atto della volontà dell'ente impositore e ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'art. 306 c.p.c., confermando di fatto la vittoria dei contribuenti che vedono salvo l'annullamento dell'accertamento fiscale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il fisco si arrende sul catasto
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale, che aveva annullato un avviso di accertamento per estimi catastali emesso nei confronti di una contribuente. Successivamente, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione, preso atto di questa dichiarazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile. Di conseguenza, la sentenza favorevole alla contribuente è diventata definitiva e il contenzioso si è concluso senza alcuna condanna alle spese per la mancata costituzione della parte intimata.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende sul catasto
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale della Puglia, favorevole a un contribuente in merito a un avviso di accertamento per estimi catastali del 2012. Tuttavia, prima che la Corte di Cassazione potesse decidere sui motivi di ricorso, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno preso atto della volontà dell'ente impositore e hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito delle questioni sollevate.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: fisco si arrende su catasto
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro una contribuente. L'amministrazione finanziaria contestava la mancata sospensione del processo e la valutazione sulla carenza di motivazione del riclassamento. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'Agenzia delle Entrate ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'esito favorevole per la contribuente.
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Rinuncia al ricorso del fisco: il proprietario vince la causa
L'Amministrazione Finanziaria aveva notificato un avviso di accertamento catastale a un Proprietario per modificare la rendita del suo immobile. Dopo la decisione dei giudici di merito favorevole al contribuente, l'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, l'Amministrazione Finanziaria ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa scelta e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, il Proprietario vince definitivamente la causa e l'atto di accertamento originario viene annullato in via definitiva.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il contribuente vince sul fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante un avviso di accertamento per estimi catastali emesso nei confronti di un contribuente. Nel corso del procedimento, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Poiché il contribuente non si è costituito in giudizio, i giudici di legittimità hanno preso atto della volontà del ricorrente e hanno dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito delle questioni sollevate.
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Fisco rinuncia: estinzione del giudizio tributario e vittoria
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro un contribuente per l'anno 2012. L'atto riguardava il riclassamento di alcuni immobili. Tuttavia, prima che la Corte di Cassazione potesse decidere sui motivi di ricorso, l'amministrazione finanziaria ha depositato un atto formale di rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha preso atto della volontà dell'ente impositore e ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile. Questa decisione conferma in via definitiva la vittoria del contribuente, con il definitivo annullamento dell'atto di accertamento fiscale originario.
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Fisco ko: la rinuncia al ricorso per cassazione salva il cittadino
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole a due contribuenti, riguardante un avviso di accertamento per estimi catastali del 2012. Tuttavia, prima che la Corte di Cassazione potesse decidere sui motivi di ricorso, l'amministrazione finanziaria ha depositato un atto formale di rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte, preso atto della volontà del ricorrente, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso per cassazione, lasciando ferma la decisione precedente favorevole ai cittadini.
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Rinuncia al ricorso del Fisco: il contribuente vince la causa
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento catastale emesso nei confronti di una contribuente. Tuttavia, prima che la Corte di Cassazione potesse decidere sul merito dei motivi di ricorso, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno dichiarato l'estinzione del giudizio. Questo provvedimento comporta la definitiva vittoria della contribuente, in quanto la sentenza d'appello a lei favorevole, che aveva annullato l'atto impositivo per carenza di motivazione, diventa definitiva e non più contestabile.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende
L'Agenzia delle Entrate aveva proposto ricorso contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale della Puglia, favorevole a una contribuente in merito a un avviso di accertamento per estimi catastali del 2012. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha preso atto della volonta dell'ente impositore e ha dichiarato l'estinzione del processo. La rinuncia al ricorso per cassazione ha comportato la fine del contenzioso senza una decisione di merito, confermando di fatto la pronuncia di secondo grado favorevole alla proprietaria dell'immobile.
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Rimborso spese legali del dipendente: la forma batte la sostanza
Un medico (Il Lavoratore) ha chiesto all'Azienda Ospedaliera il rimborso delle spese legali sostenute per difendersi in un processo penale per un presunto errore medico, poi archiviato. L'Azienda ha rifiutato il pagamento perché il dipendente non l'aveva informata preventivamente della nomina del difensore, violando il contratto collettivo. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il medico ha fatto ricorso in Cassazione ma ha successivamente depositato una formale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio, confermando la perdita del diritto al rimborso spese legali del dipendente e disponendo la compensazione delle spese di questo grado.
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Compensazione delle spese di lite: quando l’appello è d’obbligo
I Clienti si oppongono a un decreto ingiuntivo ottenuto dallo Studio Professionale. Quest'ultimo rinuncia alla procedura e i clienti accettano, portando all'estinzione del processo. Il Tribunale compensa le spese di lite per equità. I Clienti propongono ricorso diretto in Cassazione, lamentando l'ingiusta compensazione delle spese di lite e chiedendo il rimborso. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: quando il giudice di primo grado non si limita a liquidare le spese ma decide di compensarle, il provvedimento deve essere impugnato con un normale atto di appello e non direttamente dinanzi alla Suprema Corte.
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