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Art. 2955 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2955 Codice Civile

Prescrizione presuntiva: quando non si applica al lavoro
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della prescrizione presuntiva nei rapporti di lavoro. Se il credito del lavoratore deriva da un contratto scritto, il datore di lavoro non può avvalersi di questa forma di prescrizione per sottrarsi al pagamento. Il caso analizzato riguarda una richiesta di differenze retributive in cui il datore di lavoro ha tentato, senza successo, di provare il pagamento tramite buste paga con firme risultate in gran parte false.
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Debiti ereditari: l’onere della prova del coerede
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9766/2025, ha stabilito due importanti principi sui debiti ereditari. In primo luogo, il coerede citato in giudizio per l'intero debito, che vuole rispondere solo per la sua quota, ha l'onere di provare l'esistenza, il numero e la qualità degli altri coeredi. Una semplice allegazione non è sufficiente. In secondo luogo, la validità di una transazione firmata tramite procura generale non va valutata in modo formalistico, ma interpretando la volontà delle parti e il comportamento successivo, anche se manca l'esplicita menzione del potere di transigere.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Una società ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello relativa a differenze retributive dovute a un ex dipendente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando i rigorosi requisiti procedurali necessari per un valido ricorso per cassazione. La decisione evidenzia in particolare il principio di autosufficienza, che impone al ricorrente di trascrivere e indicare con precisione gli atti e gli argomenti processuali su cui si fonda l'impugnazione, senza i quali il ricorso è destinato al fallimento.
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Prescrizione presuntiva e mansioni superiori negate
Un dipendente pubblico ha ottenuto il riconoscimento delle differenze retributive per mansioni superiori. L'ente datore di lavoro ha fatto ricorso in Cassazione eccependo la prescrizione presuntiva, ma la Corte ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che la prescrizione presuntiva non è applicabile quando il debitore contesta l'esistenza stessa del credito, negando che le mansioni superiori siano mai state svolte. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo di ricorso volto a un riesame delle prove nel merito.
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Impugnazione onorari avvocato: appello o ricorso?
Un'avvocatessa agisce per il recupero dei suoi onorari, ma il cliente eccepisce la prescrizione. La Corte di Cassazione interviene su un errore procedurale della Corte d'Appello, chiarendo che l'impugnazione onorari avvocato decisa con rito sommario da un giudice monocratico va fatta con appello e non con ricorso diretto in Cassazione. La sentenza di appello viene annullata con rinvio.
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Prescrizione aspettativa sindacale: no sospensione
Una funzionaria in aspettativa sindacale ha richiesto differenze retributive all'organizzazione sindacale. La Corte di Cassazione, riformando le decisioni di merito, ha stabilito che la prescrizione in aspettativa sindacale non è sospesa. La Corte ha chiarito che il rapporto tra il funzionario e il sindacato è di lavoro autonomo e non subordinato, pertanto non si applica la regola eccezionale della sospensione, basata sul timore del licenziamento, poiché il posto di lavoro originario del funzionario è garantito per legge.
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Ricorso per cassazione: i motivi di inammissibilità
Un datore di lavoro, condannato in primo e secondo grado al pagamento di differenze retributive a una ex dipendente, ha presentato ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e infondato su tutti i fronti. La decisione evidenzia l'importanza del rispetto dei requisiti formali e procedurali, come l'onere di produrre i contratti collettivi invocati e il divieto di censurare il merito in presenza di una 'doppia conforme'. Inoltre, chiarisce che contestare i calcoli del credito equivale ad ammettere l'esistenza del debito, rendendo inefficace l'eccezione di prescrizione presuntiva.
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Prescrizione presuntiva: no con contratto scritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un'azienda, confermando che la prescrizione presuntiva per i crediti di lavoro non è applicabile quando il rapporto è formalizzato da un contratto scritto. La Corte ha ribadito che tale istituto opera solo nei rapporti informali, dove il pagamento avviene solitamente senza dilazioni o quietanze scritte. Di conseguenza, l'azienda è stata condannata al pagamento delle retribuzioni e del TFR non corrisposti alla lavoratrice.
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