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Art. 2955 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2955 Codice Civile

Prescrizione presuntiva: il lavoratore vince contro il fallimento
Un lavoratore ha chiesto l'ammissione al passivo del fallimento della sua ex azienda per crediti di lavoro non pagati. Il curatore fallimentare ha eccepito la prescrizione presuntiva annuale per respingere la domanda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che la prescrizione presuntiva non può essere applicata se il debitore formula difese incompatibili con l'avvenuto pagamento o dichiara di non sapere se il pagamento sia avvenuto. Inoltre, la Corte ha chiarito che il termine annuale si applica solo alle retribuzioni mensili, mentre per tredicesima, quattordicesima e ferie non godute si applica la prescrizione triennale, e per il TFR e l'indennità di preavviso si applica la prescrizione quinquennale ordinaria.
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Prescrizione dei crediti di lavoro: stop se il rapporto continua
Una lavoratrice ha richiesto il pagamento di differenze retributive per lavoro notturno e festivo. I giudici di appello hanno dichiarato prescritti i crediti anteriori a una certa data, ritenendo che il termine decorresse durante il rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della dipendente, stabilendo che la prescrizione dei crediti di lavoro non decorre in costanza di rapporto. A causa della mancanza di una stabilità reale dopo le riforme del 2012 e del 2015, il lavoratore agisce sotto l'influenza del timore del licenziamento. Di conseguenza, il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Prescrizione presuntiva sui gioielli? Ricorso perso per un vizio
Una gioielleria ottiene un decreto ingiuntivo da circa 35.000 euro contro una cliente. La cliente si oppone invocando la prescrizione presuntiva, sostenendo che il debito si fosse estinto. Il Tribunale respinge la sua difesa, chiarendo che la vendita di gioielli di valore e la pattuizione di un pagamento rateale escludono l'applicazione di tale istituto. La cliente tenta di appellare la decisione fino alla Corte di Cassazione, ma il suo ricorso finale viene dichiarato inammissibile per un vizio di forma. La Corte Suprema non entra nel merito della questione, confermando di fatto la condanna al pagamento per un errore procedurale della ricorrente. La gioielleria vince la causa.
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Prescrizione presuntiva e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un committente contro una ditta di termoidraulica per il pagamento di un climatizzatore. Il ricorrente aveva sollevato l'eccezione di prescrizione presuntiva solo in sede di note conclusive, rendendola tardiva. La Suprema Corte ha ribadito che, in presenza di una doppia conforme nei gradi di merito, non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti o delle prove, limitando il giudizio di legittimità alla sola corretta applicazione delle norme di diritto.
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Contratto di mutuo e giocate al lotto a debito
La Corte di Cassazione ha confermato che l'anticipazione di somme da parte di un ricevitore per consentire giocate a credito configura un contratto di mutuo. I debitori sostenevano che la fattispecie fosse una vendita al minuto, soggetta a prescrizione breve, ma i giudici hanno chiarito che il ricevitore agisce come terzo finanziatore rispetto al rapporto tra Stato e scommettitore. La prova del credito può essere fornita tramite testimonianze, data la libertà di forma del contratto di mutuo verbale.
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