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Art. 2955 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2955 Codice Civile

Prescrizione presuntiva: non si applica ai beni aziendali
Una società di trasporti ha invocato la prescrizione presuntiva per un debito relativo a forniture di carburante. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che questa forma di prescrizione non si applica ai beni acquistati per uso strumentale all'attività d'impresa, ma solo a quelli destinati al consumo personale e familiare, per i quali si presume un pagamento immediato.
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Eccezione di prescrizione: quando è tardiva?
Una Azienda Sanitaria Locale (ASL) ha impugnato una sentenza che la condannava al pagamento di compensi a due consulenti. Il motivo principale del ricorso era basato su una eccezione di prescrizione del credito, che però è stata rigettata perché sollevata tardivamente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che l'eccezione di prescrizione è soggetta a rigide preclusioni processuali e deve essere presentata nei termini di legge, altrimenti viene persa.
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Prescrizione lavoro domestico: quando decorre?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26236/2024, ha rigettato il ricorso di un datore di lavoro, confermando che la prescrizione nel lavoro domestico per i crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto. La Corte ha ribadito che la mancanza di stabilità reale in questo tipo di contratto giustifica il posticipo del termine, a tutela del lavoratore che potrebbe temere ritorsioni.
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Indennità collaboratore di studio: spetta per intero?
Un medico di gruppo chiedeva l'indennità collaboratore di studio per intero. L'ASL la concedeva solo pro quota. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'ASL, confermando il diritto del medico a percepire l'intera indennità, data la chiarezza delle clausole contrattuali.
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Prescrizione presuntiva: il curatore non può ignorare
Una lavoratrice si oppone al rigetto della sua richiesta di ammissione al passivo fallimentare per retribuzioni non pagate. La Corte di Cassazione, riformando la decisione del Tribunale, chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione presuntiva: se il curatore fallimentare, a cui è stato deferito giuramento decisorio, dichiara di non sapere se il pagamento sia avvenuto, tale dichiarazione equivale a un mancato giuramento e va a vantaggio del creditore, superando la presunzione di avvenuto pagamento.
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Ricorso inammissibile: principio di autosufficienza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una controversia su una fornitura commerciale. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza, poiché il ricorrente non ha adeguatamente riportato gli atti e i documenti essenziali, impedendo alla Corte di valutare il merito della questione. Viene inoltre ribadito il divieto per la Cassazione di riesaminare i fatti e l'applicazione della regola della 'doppia conforme'.
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IVA su TIA: la Cassazione conferma la natura tributaria
Una società di gestione dei rifiuti ha applicato l'IVA sulla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA), spingendo un gruppo di cittadini a richiederne il rimborso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, stabilendo in via definitiva che la TIA ha natura tributaria e non di corrispettivo per un servizio. Di conseguenza, l'applicazione dell'IVA su TIA è illegittima, poiché un tributo non può costituire la base imponibile per un'altra imposta. La Corte ha inoltre confermato che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Giudicato esterno: limiti tra azione causale e cambiaria
Un creditore, dopo una sentenza su cambiali prescritte (azione cambiaria), ha tentato una nuova azione basata sul debito originario (azione causale), sostenendo che la precedente decisione costituisse un giudicato esterno. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, chiarendo che una sentenza sull'azione cambiaria non è vincolante per una successiva azione causale, data la diversità dei fondamenti giuridici (causa petendi). Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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