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Art. 2939 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2939 Codice Civile

Azione revocatoria: l’avvocato perde contro i creditori
Un avvocato richiede il pagamento di parcelle arretrate al proprio cliente. Quest'ultimo concede una fideiussione a favore di altri creditori. L'avvocato promuove un'azione revocatoria per rendere inefficace tale garanzia, sostenendo che essa danneggi il suo credito. I giudici di merito rigettano la domanda: alcuni crediti dell'avvocato risultano già pagati, altri prescritti, e i rimanenti sono successivi alla garanzia senza prova di un intento fraudolento. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che i terzi creditori possono eccepire la prescrizione del debito altrui per difendere la garanzia ricevuta. Inoltre, il decreto ingiuntivo ottenuto dall'avvocato contro il cliente non è opponibile ai terzi nella causa di azione revocatoria. L'avvocato perde definitivamente il ricorso.
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Prescrizione presuntiva: il curatore fallimentare deve giurare
Un professionista chiede l'ammissione al passivo del fallimento di una società per ottenere il pagamento di vecchie parcelle. Il curatore fallimentare eccepisce la prescrizione presuntiva triennale. Il professionista contesta l'eccezione, ritenendo che il curatore non possa sollevarla poiché non è possibile deferirgli il giuramento decisorio. Le Sezioni Unite della Cassazione chiariscono che il curatore può eccepire la prescrizione presuntiva. Tuttavia, il creditore può deferirgli il giuramento sulla conoscenza dei fatti. Se il curatore dichiara di non sapere se il pagamento sia avvenuto, tale dichiarazione equivale a un mancato giuramento, dando ragione al creditore. Nel caso specifico, il ricorso del professionista viene rigettato perché non aveva concretamente richiesto il giuramento nei gradi precedenti.
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Danno comune, azione individuale: no all’effetto interruttivo
La Corte di Cassazione affronta il caso di più comproprietari danneggiati da un errore di progettazione. Uno di loro avvia una causa per il risarcimento, ma gli altri no. La Corte stabilisce un principio fondamentale: l'azione legale di un singolo comproprietario non produce un effetto interruttivo della prescrizione per gli altri. Il diritto al risarcimento del danno è un credito divisibile e non opera la 'solidarietà attiva' tra i creditori, salvo casi eccezionali. Di conseguenza, ogni comproprietario deve agire individualmente per tutelare il proprio diritto prima che scada il termine di prescrizione, altrimenti lo perde.
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Impugnabilità estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento per tasse automobilistiche, venendo a conoscenza del debito solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio della limitata impugnabilità dell'estratto di ruolo. L'impugnazione è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale, come l'esclusione da un appalto. La semplice eccezione di prescrizione non è stata ritenuta sufficiente a tale scopo.
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