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Art. 288 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 288 Codice di Procedura Civile

Correzione errore materiale: il pagamento estingue il ricorso
Un Ente Sanitario perde la causa contro tre Lavoratori e riceve la condanna al pagamento delle spese di giudizio. La decisione omette però di indicare il pagamento diretto al difensore. I Lavoratori presentano quindi istanza di correzione errore materiale per ottenere la distrazione delle spese a favore del proprio avvocato. Nelle more del procedimento, l'Ente Sanitario esegue il pagamento integrale di tutte le somme dovute a titolo di onorari e rimborso spese. A fronte dell'avvenuto incasso, il difensore dei Lavoratori comunica la sopravvenuta mancanza di interesse a proseguire la causa. La Corte di Cassazione accoglie la richiesta e dichiara il non luogo a provvedere. Il pagamento spontaneo delle somme elimina infatti ogni utilità pratica della decisione giudiziale, chiudendo definitivamente la vertenza tra le parti.
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Prove atipiche nel processo civile e sviste numeriche
Una società cessionaria di crediti da subappalto richiede l'ammissione al passivo di un'azienda in amministrazione straordinaria. Il Tribunale accoglie l'opposizione ammettendo il credito sulla base di una consulenza tecnica svolta in un giudizio precedente tra le medesime parti, ma inserisce nel dispositivo un importo numerico errato rispetto ai calcoli svolti nella motivazione. L'azienda propone ricorso per Cassazione contestando l'uso delle prove atipiche nel processo civile e la discrepanza tra le parti della sentenza. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile: le perizie di altri giudizi con le stesse parti sono liberamente valutabili e l'errore di calcolo nel dispositivo non costituisce vizio di legittimità, dovendo essere risolto tramite il procedimento di correzione dell'errore materiale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rettifica la sentenza
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato una pronuncia della Corte di Cassazione a causa di un evidente contrasto tra la motivazione e la parte finale del provvedimento. Il testo spiegava l'accoglimento del primo motivo di ricorso e il rigetto del secondo. Al contrario, la conclusione finale riportava l'esatto opposto. La Suprema Corte ha attivato la procedura di correzione errore materiale. I giudici hanno chiarito che il contrasto verbale derivava da una pura svista di battitura. Il collegio ha rettificato formalmente la decisione sia d'ufficio sia su ricorso di parte, allineando il comando finale all'effettiva volontà espressa nel ragionamento logico.
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Correzione errore materiale: la Cassazione sana refusi e spese
Il Contribuente vince il ricorso tributario in Cassazione, ma l'ordinanza finale presenta due sviste evidenti. Il testo indica per sbaglio la commissione tributaria di Rieti al posto di quella di Roma. Inoltre, il giudice omette di disporre la distrazione delle spese a favore del difensore antistatario. Il Contribuente deposita un'istanza per richiedere la correzione errore materiale. I Supremi Giudici accolgono la richiesta. La Corte chiarisce che la correzione errore materiale sana le omissioni formali e i refusi senza bisogno di un controricorso. Il collegio dispone l'integrazione del testo originario con l'attribuzione diretta dei compensi al legale.
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Errore materiale nel dispositivo: la Cassazione corregge la sentenza
Una società in amministrazione straordinaria contesta un contrasto evidente tra la motivazione e la parte conclusiva di una precedente pronuncia della Suprema Corte. Nel testo argomentativo i giudici accoglievano il primo motivo e respingevano il secondo. Nel dispositivo finale, tuttavia, la dicitura appariva invertita per un mero scambio lessicale. La Corte Suprema attiva il procedimento di correzione di errore materiale, constatando la divergenza testuale. I giudici modificano formalmente il dispositivo e la motivazione, allineando la statuizione finale alle effettive argomentazioni esposte. Vince la società ricorrente, ottenendo la rettifica del provvedimento a proprio favore.
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Correzione errore materiale: spese direttamente all’avvocato
Una società privata ha ottenuto la condanna di un ente pubblico al pagamento delle spese legali a seguito di un giudizio di legittimità. Nel provvedimento finale, la Corte di Cassazione ha omesso di indicare che il pagamento doveva avvenire direttamente a favore dell'avvocato, il quale si era dichiarato antistatario. L'azienda ha quindi presentato ricorso per la correzione errore materiale. La Corte Suprema ha riscontrato la presenza della tempestiva richiesta negli atti di causa e ha accolto la domanda, integrando il dispositivo della decisione con la formula per l'assegnazione diretta delle somme al professionista.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’omissione
Un istituto bancario proponeva ricorso in Cassazione contro un cliente. La Corte rigettava il ricorso condannando la banca al pagamento delle spese di giudizio, ma ometteva di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore del cliente, che si era dichiarato antistatario. Il difensore presentava quindi istanza per correggere l'omissione. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese costituisce un errore materiale emendabile con apposito procedimento di correzione. Di conseguenza, ha integrato l'ordinanza originaria disponendo l'attribuzione delle spese direttamente al professionista.
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Restituzione delle spese legali: paga l’avvocato se perde
Un'azienda e i suoi garanti si oppongono a un decreto ingiuntivo di una banca. Il Tribunale revoca il decreto e dispone il pagamento delle spese legali direttamente ai difensori dei clienti. Successivamente, la Corte d'Appello ribalta la decisione, dando ragione alla banca. La banca chiede quindi la correzione della sentenza d'appello per ottenere la restituzione delle spese legali direttamente dagli avvocati che le avevano incassate, anziché dai clienti. Gli avvocati ricorrono in Cassazione ritenendo la procedura illegittima. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando che l'obbligo di restituzione delle spese legali grava direttamente sui difensori distrattari e che la correzione del nome costituisce un legittimo rimedio per errore materiale.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’errore
Nel corso di una controversia tributaria, la Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, condannandola al pagamento delle spese legali in favore della Società Contribuente. Tuttavia, i giudici avevano omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore, che si era regolarmente dichiarato antistatario nel controricorso. Il Difensore ha quindi proposto ricorso per la correzione dell'errore materiale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo l'integrazione del provvedimento originario con l'esplicita indicazione della distrazione delle spese a favore del professionista, confermando che l'omissione di tale statuizione costituisce un errore materiale emendabile anche d'ufficio.
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Esenzione spese processuali: la Cassazione corregge l’errore
Il Lavoratore ha presentato ricorso per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza della Cassazione. La Corte lo aveva condannato a pagare le spese di giudizio a favore dell'Ente Previdenziale, ignorando la sua dichiarazione di esenzione per limiti di reddito (ex art. 152 disp. att. c.p.c.). La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omessa valutazione di tale dichiarazione costituisce un errore materiale correggibile con la procedura semplificata degli articoli 287 e 288 c.p.c. Di conseguenza, la condanna alle spese è stata annullata, confermando l'esenzione del Lavoratore.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge il cognome
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, il cognome del difensore della parte ricorrente era stato erroneamente scritto come 'Abate' anziché 'Abbate' nel capo riguardante la distrazione delle spese di giudizio. Il difensore ha quindi presentato istanza per rimediare al refuso. La Suprema Corte, riscontrando l'evidente discrepanza con gli altri atti di causa (tra cui la procura e il codice fiscale), ha accolto la richiesta e ordinato la correzione del cognome nel dispositivo. Trattandosi di un procedimento di natura amministrativa, i giudici hanno stabilito che non si deve provvedere sulle spese di questa fase.
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Distrazione delle spese: il rimedio contro l’errore del giudice
Il Difensore di due società vince una causa contro la Pubblica Amministrazione. La Corte di Cassazione condanna la controparte al pagamento delle spese di lite, ma dimentica di disporre la distrazione delle spese a favore del legale, nonostante la sua esplicita richiesta. Il Difensore presenta quindi ricorso per la correzione dell'errore materiale. La Suprema Corte accoglie il ricorso, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese si risolve con la procedura di correzione e non con un appello ordinario. Di conseguenza, dispone l'integrazione del provvedimento precedente, ordinando il pagamento diretto delle spese al professionista.
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Distrazione delle spese dimenticata: basta la correzione rapida
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società cooperativa per correggere un'omissione in una precedente sentenza. Il giudice aveva condannato la parte soccombente a pagare le spese di giudizio, ma aveva dimenticato di disporre la distrazione delle spese a favore dell'avvocato della società, che ne aveva fatto esplicita richiesta. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di mancata pronuncia su tale richiesta, il difensore può utilizzare la procedura di correzione dell'errore materiale. Questo strumento è rapido, garantisce il diritto del professionista a ottenere direttamente il pagamento e non richiede la notifica dell'atto al proprio cliente, poiché l'avvocato agisce in forza della procura già ricevuta. La sentenza è stata quindi integrata a favore del legale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge la sigla
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta in una precedente ordinanza. Nel testo originale, la società controricorrente era stata erroneamente indicata come Società per Azioni anziché come Società a Responsabilità Limitata nell'intestazione dell'atto. Poiché nel resto del provvedimento la denominazione corretta emergeva chiaramente, i giudici hanno stabilito che si trattasse di una semplice svista formale. La Suprema Corte ha quindi ordinato la rettifica del nome, ristabilendo la corretta qualificazione giuridica della società senza modificare la sostanza della decisione precedente.
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Correzione errore materiale: la Cassazione frena senza notifica
Il difensore di un'azienda ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Cassazione. Il provvedimento, pur condannando la controparte al pagamento delle spese di lite, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore dello stesso avvocato, che ne aveva fatto esplicita richiesta nel controricorso. Poiché il ricorso per correzione non è stato notificato alla controparte, la Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo del procedimento, ordinando alla cancelleria di comunicare alle parti l'istanza e la nuova udienza.
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Correzione errore materiale: notifica alla parte e non all’avvocato
La Corte di Cassazione ha esaminato un procedimento avviato d'ufficio per la correzione errore materiale di un'ordinanza del 2018, riguardante il calcolo delle spese processuali. Poiché era decorso più di un anno dalla pubblicazione del provvedimento da correggere, la Corte ha stabilito che la notifica deve essere effettuata direttamente alla parte personalmente e non al suo difensore. Questo principio si applica anche quando il procedimento è avviato d'ufficio per garantire il rispetto del contraddittorio. Di conseguenza, la Corte ha rinviato la causa per consentire alla cancelleria di eseguire correttamente la notifica personale.
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Correzione di errore materiale: raddoppiano le spese di lite
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione di errore materiale presentato da una Società di Trasporti. Nel precedente decreto di estinzione del giudizio, il giudice aveva erroneamente condannato la ricorrente a pagare le spese di lite a un solo resistente, anziché a entrambi i soggetti coinvolti (un'altra società e un Comune). Con questa ordinanza, la Suprema Corte ha corretto il testo del provvedimento, specificando che la condanna alle spese di quattromila euro per compensi e duecento euro per esborsi deve intendersi riferita a ciascuno dei resistenti singolarmente. Di conseguenza, la Società di Trasporti dovrà versare l'importo raddoppiato, ovvero la quota intera a favore di ognuna delle due parti opposte.
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Distrazione delle spese legali: la Cassazione corregge l’errore
Il Difensore di due contribuenti ha richiesto la correzione di un errore materiale contenuto in un decreto di estinzione della Corte di Cassazione. Il giudice aveva infatti omesso di inserire nel provvedimento la distrazione delle spese legali in suo favore, nonostante la regolare richiesta e la dichiarazione di essere antistatario. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese legali non richiede un ricorso ordinario, ma si risolve rapidamente con la procedura di correzione dell'errore materiale. Di conseguenza, la Corte ha disposto l'integrazione del testo del decreto originario, inserendo il diritto del difensore a percepire direttamente le somme liquidate.
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Distrazione delle spese: la correzione batte l’appello
I Contribuenti, tramite il proprio difensore, hanno richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale contenuto in un precedente decreto di estinzione del giudizio. Il giudice aveva infatti omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del loro avvocato, che si era dichiarato antistatario. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un ricorso ordinario, ma si risolve rapidamente con la procedura di correzione dell'errore materiale. Di conseguenza, la Corte ha ordinato l'integrazione del decreto originario, inserendo la formula per il pagamento diretto al difensore.
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Correzione errore materiale: Cassazione corregge se stessa
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta in una propria precedente sentenza che vedeva contrapposti un Condomino e un Supercondominio. Per un mero errore di battitura, nell'intestazione del provvedimento era stata indicata la dicitura 'Sezioni Unite Civili' anziché 'Seconda Sezione Civile'. Rilevato il vizio puramente formale, i giudici hanno avviato la procedura semplificata in camera di consiglio. Con l'ordinanza in esame, la Suprema Corte ha accolto il rilievo d'ufficio e ha ordinato la correzione dell'intestazione errata, ripristinando la corretta indicazione dell'organo giudicante senza alcuna modifica al contenuto sostanziale della decisione.
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