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Art. 2808 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2808 Codice Civile

Nota di iscrizione ipotecaria: scontro tra banca e fallimento
L'Istituto di Credito ha richiesto l'ammissione al passivo del Fallimento di una società, pretendendo il riconoscimento del diritto di prelazione ipotecaria. Il nodo centrale riguarda la necessità di presentare la nota di iscrizione ipotecaria come documento indispensabile per ottenere tale prelazione, anche qualora il curatore fallimentare non contesti l'esistenza dell'ipoteca stessa. Trattandosi di una questione di massima importanza per l'uniformità del diritto, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Insinuazione al passivo: salvo il privilegio del credito residuo
Una banca cessionaria ha chiesto l'insinuazione al passivo del fallimento di una società e dei suoi soci per il solo credito residuo derivante da due contratti di mutuo fondiario. La banca aveva già ottenuto una somma provvisoria tramite esecuzione immobiliare individuale. Il Tribunale ha escluso la natura privilegiata del credito residuo, ritenendo che la banca dovesse chiedere l'ammissione per l'intero importo originario. La Corte di Cassazione ha chiarito che il creditore fondiario deve proporre domanda di insinuazione al passivo per l'intero credito per consentire il controllo del giudice fallimentare. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso: la mancata richiesta per l'intero importo non comporta l'automatica perdita della garanzia ipotecaria sul credito residuo. Il provvedimento è stato cassato con rinvio.
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Sostituzione esecutiva: banche contro mantenimento coniugale
Un'ex coniuge creditrice ha avviato un pignoramento immobiliare contro l'ex coniuge debitore per il mancato pagamento dell'assegno di mantenimento. Alcuni istituti di credito, creditori personali della donna, hanno presentato domanda di sostituzione esecutiva per ottenere direttamente le somme a lei spettanti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della donna, stabilendo che l'assegno di mantenimento non ha natura alimentare ed è quindi pignorabile. La Corte ha chiarito che la domanda di sostituzione esecutiva deve essere presentata prima dell'udienza di approvazione del progetto di distribuzione. Inoltre, il concorso tra i creditori che richiedono la sostituzione si regola in base ai privilegi vantati verso il creditore sostituito e non verso il debitore originario.
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Purgazione delle ipoteche: scontro tra casa e banche
Un acquirente stipula un contratto preliminare per l'acquisto della casa principale da una cooperativa edilizia, poi fallita. Avendo pagato l'intero prezzo, il curatore fallimentare subentra nel contratto per stipulare il definitivo. Il Giudice Delegato ordina la cancellazione dell'ipoteca della banca sul bene. La banca creditrice si oppone, sostenendo che la purgazione delle ipoteche non si applichi alle vendite contrattuali ma solo a quelle competitive. La Cassazione, rilevando un forte contrasto giurisprudenziale tra la tutela del diritto alla casa dell'acquirente e la tutela del credito della banca, rimette la questione alle Sezioni Unite per stabilire se il giudice possa cancellare i gravami in caso di adempimento del preliminare da parte del curatore.
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Sequestro e Pignoramento: Asta Civile Inutile se lo Stato Agisce Prima
La Corte di Cassazione affronta il conflitto tra sequestro preventivo e pignoramento. Un soggetto acquista un immobile all'asta, derivante da un pignoramento avviato da una banca con un'ipoteca molto vecchia. Tuttavia, prima della trascrizione del pignoramento, lo Stato aveva già trascritto un sequestro preventivo penale sullo stesso bene. La Corte stabilisce che la regola decisiva è la priorità della trascrizione. Poiché il sequestro penale è stato trascritto prima del pignoramento civile, la successiva confisca prevale sull'acquisto all'asta. L'acquirente, nonostante l'acquisto legittimo in sede civile, perde la proprietà del bene a favore dello Stato. L'anteriorità dell'ipoteca non è rilevante per impedire la confisca.
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Opposizione all’esecuzione: erede lotta per la casa data in garanzia
Un erede ha presentato opposizione all'esecuzione contro la procedura di pignoramento avviata da una società creditrice su un immobile ricevuto in eredità. L'immobile era stato originariamente offerto come garanzia (ipoteca) da un suo familiare per un mutuo concesso a una società terza. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto l'opposizione, ritenendo legittima l'azione del creditore. L'erede ha quindi fatto ricorso alla Corte di Cassazione per contestare queste decisioni. Con una ordinanza interlocutoria, la Corte ha semplicemente rinviato la trattazione del caso a una data successiva, senza ancora decidere nel merito della questione.
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Azione Revocatoria e Ipoteca: Banca Perde, il Rent to Buy è Salvo
Una banca, creditrice garantita da un'ipoteca su un immobile, agisce in giudizio per rendere inefficace un successivo contratto di 'rent to buy' stipulato dal proprietario del bene. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul rapporto tra azione revocatoria e ipoteca. Se l'ipoteca è stata iscritta prima dell'atto contestato, il creditore è già pienamente tutelato. L'ipoteca, infatti, gli consente di pignorare il bene anche se concesso a terzi. Di conseguenza, manca il presupposto del 'danno' (eventus damni) necessario per l'azione revocatoria, che risulta quindi infondata. La banca perde la causa perché la sua garanzia reale era già sufficiente e prevalente.
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Ipoteca battuta da trascrizione domanda giudiziale: Banca perde
Una banca, forte di un'ipoteca iscritta anni prima, avvia un pignoramento su un immobile. Tuttavia, un'altra società aveva già effettuato la trascrizione domanda giudiziale per ottenere il trasferimento di proprietà dello stesso bene. I giudici di merito danno ragione alla società, bloccando la procedura della banca perché il pignoramento era successivo alla trascrizione. La Corte di Cassazione, investita del caso, non entra nel merito della disputa. Dichiara il ricorso della banca inammissibile per un errore procedurale, confermando di fatto la vittoria della società che aveva trascritto la domanda.
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Usucapione creditore ipotecario: è litisconsorte?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33660/2023, ha ribadito un principio fondamentale in materia di usucapione: il creditore con un'ipoteca iscritta su un immobile è litisconsorte necessario nel giudizio volto ad accertare l'usucapione del bene stesso. Di conseguenza, una sentenza che dichiari l'avvenuta usucapione senza la partecipazione del creditore ipotecario è inefficace e non opponibile a quest'ultimo. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di chi aveva usucapito il bene, confermando che il creditore può legittimamente ignorare tale sentenza e procedere con l'esecuzione forzata sul bene ipotecato.
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Omesso esame fatto decisivo: la Cassazione decide
Una società di gestione crediti avvia un'esecuzione immobiliare contro terzi acquirenti di alcuni appartamenti. Questi si oppongono, sostenendo l'insussistenza del credito. La Corte d'Appello accoglie la loro tesi, ritenendo incerto l'ammontare del debito a seguito del concordato fallimentare della società costruttrice originaria. La Corte di Cassazione, tuttavia, cassa la sentenza per omesso esame di un fatto decisivo. La Corte d'Appello, infatti, non aveva considerato le prove documentali (come le note conclusive) che specificavano la percentuale di soddisfacimento del credito nel concordato (1%) e l'importo esatto ammesso al passivo. La Cassazione ribadisce che il giudice di merito deve esaminare tutti gli elementi fattuali decisivi emersi in giudizio prima di poter dichiarare l'incertezza del credito.
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