La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sul calcolo del reddito per gratuito patrocinio. Un cittadino si era visto revocare il beneficio perché il suo reddito superava la soglia di legge. Egli sosteneva che, sottraendo i contributi previdenziali, il suo reddito netto rientrava nei limiti. La Suprema Corte ha dato ragione al Ministero della Giustizia, stabilendo un principio netto: per valutare il diritto al patrocinio a spese dello Stato si deve considerare il reddito lordo complessivo, non quello imponibile ai fini fiscali. Questo perché lo scopo della legge è accertare l'effettivo tenore di vita e la reale capacità economica del richiedente, includendo ogni entrata, anche se esente da tasse. La revoca del beneficio è stata quindi confermata.
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