LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2720 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2720 Codice Civile

Comproprietà cortile: quando il ricorso è inammissibile
Una disputa sulla proprietà di un'area comune si conclude con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione. I ricorrenti, che rivendicavano la proprietà esclusiva di un cortile, si sono visti respingere le loro istanze in tutti i gradi di giudizio. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito sulla base della cosiddetta "doppia conforme", ribadendo che non è possibile richiedere in sede di legittimità una nuova valutazione dei fatti e delle prove, come la ricostruzione dei titoli di proprietà che dimostravano la comproprietà del cortile.
Continua »
Produzione documenti appello tributario: quando è?
Un contribuente contesta un'intimazione di pagamento, negando di aver ricevuto la cartella esattoriale originaria. L'agente della riscossione presenta la prova della notifica solo in appello. La Cassazione, con questa ordinanza, conferma la legittimità della produzione documenti in appello tributario, stabilendo che l'art. 58, comma 2, del D.Lgs. 546/1992 consente di introdurre nuove prove documentali anche se preesistenti, rigettando il ricorso del contribuente.
Continua »
Credito consortile: la Cassazione sulla prova nel fallimento
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del credito consortile derivante da premi e ristorni. In caso di fallimento, il socio deve provare non solo il rapporto, ma anche l'esistenza di un attivo di gestione, presupposto per la distribuzione. La sola documentazione contabile interna è insufficiente come prova. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Vizi occulti immobile: quando scatta la garanzia?
La Corte di Cassazione conferma la condanna dei venditori per vizi occulti in un immobile. L'ordinanza chiarisce che il termine di otto giorni per la denuncia dei difetti non decorre dalla semplice manifestazione del problema, ma dal momento in cui l'acquirente ha una conoscenza piena e oggettiva della causa, spesso a seguito di una perizia tecnica. In questo caso, l'acquirente aveva scoperto infiltrazioni d'acqua e aveva ottenuto una riduzione del prezzo, decisione ora definitiva.
Continua »
Efficacia probatoria fatture: quando è inammissibile
Una società locatrice ha richiesto il pagamento di oneri accessori a una società conduttrice tramite decreto ingiuntivo, basandosi sull'efficacia probatoria delle fatture. Dopo due sentenze sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su un vizio procedurale: la società ricorrente non ha impugnato una delle due autonome motivazioni (rationes decidendi) della sentenza d'appello. Tale omissione ha reso definitiva la motivazione non contestata, rendendo inutile l'analisi del motivo di ricorso presentato.
Continua »
Società a ristretta base partecipativa: oneri del socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3825/2024, ha rigettato il ricorso di una socia di una società a ristretta base partecipativa avverso un avviso di accertamento. L'ordinanza conferma il principio secondo cui i maggiori redditi accertati in capo alla società si presumono distribuiti ai soci. Spetta a questi ultimi fornire la prova contraria, dimostrando la mancata percezione o il reinvestimento degli utili. La Corte ha inoltre ribadito la validità della motivazione "per relationem" dell'atto impositivo.
Continua »
Fattura commerciale: prova piena del contratto tra imprese
Una società di riciclaggio ha contestato il mancato pagamento per servizi di selezione di materiale, la cui esistenza era supportata da una fattura commerciale. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che una fattura commerciale, se accettata e registrata nelle scritture contabili del debitore senza contestazioni, costituisce piena prova dell'esistenza del contratto tra imprenditori. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Fattura Commerciale: Prova del Contratto? La Cassazione
Una cooperativa di ristorazione ha richiesto il pagamento di pasti forniti ai dipendenti di una società di handling aeroportuale. Quest'ultima ha contestato l'esistenza di un contratto diretto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha stabilito che la sola fattura commerciale, se il rapporto sottostante è negato, non costituisce prova sufficiente del contratto. Spetta a chi avanza la pretesa creditoria dimostrare, con altri mezzi, l'esistenza dell'obbligazione. Di conseguenza, il ricorso della cooperativa è stato respinto.
Continua »
Prova del credito: la forma scritta è decisiva
Un'impresa subappaltatrice ha richiesto il pagamento per servizi di cantiere a un'impresa appaltatrice. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il punto cruciale è stata la mancanza di prove scritte che attestassero l'esecuzione dei servizi, come esplicitamente richiesto dal contratto. Questo caso sottolinea l'importanza fondamentale del rispetto delle formalità contrattuali, dimostrando che senza le prove scritte concordate, la prova del credito non può essere considerata raggiunta, anche in presenza di altri elementi indiziari.
Continua »