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Art. 270-quinquies Codice Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 270-quinquies Codice Penale

Motivazione per relationem: valido il sequestro senza allegati
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro probatorio di dispositivi informatici e documenti a carico di un indagato per finanziamento del terrorismo. La difesa contestava la validità del decreto, lamentando una violazione del diritto di difesa poiché l'atto si basava su una motivazione per relationem a un'informativa di polizia non allegata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la motivazione per relationem è pienamente valida se l'atto di riferimento viene depositato prima dell'udienza di riesame, garantendo così all'indagato la possibilità di prenderne visione e difendersi adeguatamente.
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Liberazione anticipata: l’archiviazione penale cancella il diniego
Il Tribunale di Sorveglianza aveva negato la liberazione anticipata a un detenuto a causa di una grave infrazione disciplinare legata al possesso di manoscritti pericolosi in cella. Successivamente, il procedimento penale per gli stessi fatti veniva archiviato poiché i testi appartenevano in realtà al compagno di cella. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del detenuto, stabilendo che l'archiviazione costituisce un fatto nuovo idoneo a superare il precedente diniego. Il giudice di sorveglianza deve quindi rivalutare la condotta del detenuto alla luce dell'esito favorevole del procedimento penale.
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Assolto da terrorismo, negata la riparazione per ingiusta detenzione
Un uomo, assolto dall'accusa di addestramento con finalità di terrorismo, ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione per il periodo trascorso in carcere. La sua richiesta è stata respinta. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: anche se un comportamento non è sufficiente per una condanna penale, può comunque costituire una 'colpa grave' che ha indotto gli inquirenti in errore. Le simpatie per l'islamismo radicale, le conversazioni su possibili attentati e l'acquisto di aeromodelli, sebbene non provassero un intento terroristico, hanno creato un allarme sociale e un quadro indiziario tali da giustificare l'arresto. Di conseguenza, avendo contribuito alla propria detenzione, l'uomo ha perso il diritto al risarcimento.
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Motivazione per relationem: sequestro valido anche senza atti allegati
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un sequestro di dispositivi informatici a carico di un soggetto indagato per finanziamento al terrorismo. La difesa sosteneva la nullità del sequestro perché il decreto si basava su una **motivazione per relationem**, richiamando un'informativa di polizia non allegata. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante: il diritto di difesa è garantito se l'atto richiamato, pur non essendo allegato al decreto, viene reso disponibile all'indagato in tempo utile per l'udienza di riesame. In questo caso, il deposito dell'informativa prima dell'udienza è stato ritenuto sufficiente a garantire il contraddittorio, rendendo il sequestro pienamente legittimo.
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Autoaddestramento Terroristico: Download non basta per la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per autoaddestramento terroristico. Un uomo era stato accusato per aver scaricato e catalogato materiale di propaganda ISIS su come usare armi ed esplosivi. Secondo i giudici, la sola acquisizione di informazioni, anche se vasta e organizzata, non è sufficiente per integrare il reato. Per la condanna serve la prova di comportamenti concreti e 'univoci', cioè che dimostrino senza dubbio l'intenzione di passare dalla teoria alla pratica terroristica. Mancando questi elementi ulteriori, come contatti con terroristi o l'acquisto di materiali, l'accusa non regge. La Corte ha quindi rinviato il caso per un nuovo esame.
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Auto-addestramento terrorismo: anche piani maldestri portano in carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere per un individuo accusato di auto-addestramento con finalità di terrorismo. L'uomo aveva seguito corsi online per costruire esplosivi, tentato di acquistare ingenti quantità di polvere da sparo e manifestato l'intenzione di colpire specifici bersagli. Secondo la Corte, per configurare questo reato non è necessario che l'attentato sia già stato preparato nel dettaglio. È sufficiente la dimostrazione che l'indagato abbia acquisito una concreta capacità tecnica, la volontà di agire e che la sua condotta rappresenti un pericolo effettivo, anche se le sue azioni possono apparire 'maldestre'. La combinazione di apprendimento tecnico, intenzioni e atti preparatori integra il pericolo concreto richiesto dalla norma.
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Fondi al terrorismo: Cassazione valida vecchie prove telefoniche
Un uomo, sottoposto agli arresti domiciliari con l'accusa di aver inviato denaro in Bosnia per il finanziamento del terrorismo, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La sua difesa sosteneva l'inutilizzabilità dei tabulati telefonici, acquisiti con una legge meno restrittiva di quella attuale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: i dati raccolti legittimamente secondo la normativa vigente all'epoca restano utilizzabili se supportati da altri elementi di prova. La misura cautelare è stata quindi confermata, ritenendo sussistenti i gravi indizi del reato.
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Sequestro probatorio nullo: accusa di terrorismo non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che rendeva un sequestro probatorio nullo. Un Pubblico Ministero aveva ordinato il sequestro di dispositivi informatici di un indagato per finanziamento al terrorismo, limitandosi a citare la norma di legge. I giudici hanno stabilito che un decreto di sequestro è illegittimo se non descrive, anche in modo sintetico, i fatti specifici contestati e le ragioni per cui i beni sequestrati sono rilevanti per le indagini. La sola indicazione del titolo di reato non è sufficiente a giustificare una misura così invasiva. Di conseguenza, il ricorso della Procura è stato respinto e il sequestro annullato definitivamente.
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Sospetto terrorismo: sequestro probatorio nullo senza motivazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione del Tribunale del riesame, dichiarando un sequestro probatorio nullo. Un uomo, indagato per finanziamento al terrorismo, aveva subito una perquisizione e il sequestro di dispositivi informatici. Il decreto del Pubblico Ministero, però, si limitava a citare la norma di legge violata, senza descrivere minimamente la condotta specifica dell'indagato. Secondo i giudici, questa carenza di motivazione impedisce di verificare la legalità del sequestro e il suo legame con il reato. Pertanto, l'atto è stato annullato perché viola i diritti fondamentali dell'individuo, rendendo il sequestro illegittimo.
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