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Art. 2698 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2698 Codice Civile

Onere probatorio processo tributario: la Cassazione
La Suprema Corte ha annullato una cartella esattoriale per bollo auto, stabilendo un principio fondamentale sull'onere probatorio nel processo tributario. È stato chiarito che il giudice non può acquisire d'ufficio prove per rimediare all'inerzia dell'ente impositore, che ha il dovere di dimostrare i fatti a fondamento della propria pretesa, come l'interruzione della prescrizione.
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Compenso professionale: quando è dovuto tra colleghi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29617/2024, ha stabilito che il compenso professionale è presunto anche nei rapporti tra colleghi basati su amicizia e collaborazione. Un avvocato, dopo aver ricevuto una richiesta di pagamento per prestazioni professionali svolte da una collega per oltre trent'anni, si era rivolto al tribunale sostenendo la gratuità del rapporto. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che spetta a chi riceve la prestazione dimostrare l'eventuale accordo di gratuità, non al professionista provare il proprio diritto al pagamento.
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Vizio di extrapetizione: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fideiussori contro la sentenza d'appello che aveva confermato la loro condanna al pagamento di un debito. La Corte chiarisce che non sussiste il vizio di extrapetizione se il giudice fonda la sua decisione su documenti già presenti agli atti, anche se l'importo finale risulta diverso da quello inizialmente ingiunto, purché rientri nella posizione debitoria complessiva. Il ricorso viene rigettato anche per difetto di autosufficienza in merito alla valutazione delle prove.
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Produzione documentale in appello: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla produzione documentale in appello per i giudizi antecedenti alla riforma del 2012. In un caso di diritto bancario, la Corte ha stabilito che un documento può essere prodotto per la prima volta in appello se ritenuto "indispensabile" ai fini della decisione, anche in assenza di impossibilità di produrlo in primo grado. La sentenza affronta anche il tema della notifica dell'atto di appello al difensore della parte deceduta, confermandone la validità in base al principio dell'ultrattività del mandato.
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Responsabilità solidale accise: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24201/2024, ha stabilito che il titolare di un deposito fiscale è solidalmente responsabile per il pagamento delle accise in caso di ammanco di carburante durante il rifornimento a una nave. La discrepanza tra la quantità erogata e quella ricevuta, attestata dal comandante della nave, costituisce una presunzione di 'immissione in consumo' che fa scattare l'obbligo fiscale. La Corte ha chiarito che spetta al fornitore l'onere di provare la correttezza della fornitura, non potendo la dichiarazione del comandante essere svalutata sulla base di una mera supposizione di malfunzionamento degli strumenti di misura della nave. Questo principio rafforza la responsabilità solidale accise per gli operatori del settore.
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Errore trascrizione immobiliare: chi paga i danni?
Un'acquirente subisce un pignoramento a causa di un errore trascrizione immobiliare da parte della Conservatoria. La Cassazione stabilisce che l'errore nei registri nominativi, rendendo la ricerca infruttuosa, fonda la responsabilità risarcitoria dello Stato, anche se la nota è corretta nel registro generale. La sentenza d'appello che negava il danno è cassata con rinvio.
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Tempo di viaggio: quando è orario di lavoro retribuito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16675/2024, ha stabilito che il tempo di viaggio impiegato da tecnici itineranti per recarsi dalla sede aziendale al primo cliente e per tornare dall'ultimo cliente costituisce orario di lavoro e deve essere retribuito. La Corte ha dichiarato nulla la clausola di un accordo aziendale che prevedeva una franchigia non retribuita di 30 minuti, affermando che la norma imperativa prevale. Inoltre, ha chiarito che, una volta accertato il diritto alla retribuzione, spetta al giudice quantificare le somme dovute, anche avvalendosi dei dati di geolocalizzazione dei mezzi aziendali, senza che l'onere della prova gravi interamente sul lavoratore.
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Cessione crediti in blocco: prova e onere probatorio
Una società di gestione crediti ha acquisito un debito tramite una cessione crediti in blocco. I fideiussori contestavano la titolarità del credito, sostenendo che l'avviso in Gazzetta Ufficiale non fosse prova sufficiente. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'avviso è prova adeguata se le indicazioni sono precise e la contestazione riguarda solo l'inclusione del singolo credito, non l'esistenza del contratto di cessione. La Corte ha anche ribadito la validità probatoria del saldaconto bancario in assenza di contestazioni specifiche.
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Ammissione al passivo: prova del credito e limiti
Un professionista ha richiesto l'ammissione al passivo di una società fallita per oltre un milione di euro. La domanda, basata su un'ordinanza di pagamento poi revocata, è stata respinta. L'appello del professionista è stato ugualmente rigettato dalla Corte di Cassazione, la quale ha ribadito che per l'ammissione al passivo è necessaria una prova solida e rigorosa del credito. Una semplice perizia di parte è stata ritenuta insufficiente, e non è possibile richiedere una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) con finalità meramente esplorative per sopperire alla carenza probatoria.
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Rimborso sisma: negato a non residenti, dice la Cassazione
Un contribuente ha richiesto un rimborso sisma per le imposte versate tra il 1990 e il 1992, in relazione al terremoto in Sicilia del 1990. Sebbene non fosse residente in uno dei comuni designati dal decreto, vi lavorava come dipendente. La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni dei gradi inferiori, stabilendo che il requisito della residenza è imprescindibile per accedere al beneficio. Ha inoltre chiarito che l'agevolazione per i non residenti è limitata a chi svolge un'attività d'impresa in proprio, escludendo i lavoratori dipendenti. La richiesta di rimborso è stata quindi definitivamente respinta.
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Rimborso sisma Sicilia: residenza è requisito chiave
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale per il terremoto del 1990 in Sicilia. Nonostante le decisioni favorevoli nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha negato il diritto. La motivazione centrale è la mancanza del requisito essenziale della residenza in uno dei comuni colpiti al momento del sisma. La Corte ha stabilito che tale requisito è un elemento costitutivo del diritto e la sua assenza può essere rilevata dall'Amministrazione finanziaria in qualsiasi fase del processo, ribaltando così la sentenza precedente che aveva considerato l'eccezione come tardiva.
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Garanzia autonoma: quando è abusiva l’escussione?
Una società ferroviaria ha escusso una garanzia autonoma a danno di due banche per l'inadempimento di un appaltatore. La Corte d'Appello ha qualificato l'escussione come abusiva. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione che, data la complessità della materia, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa a pubblica udienza, al fine di approfondire il concetto di escussione abusiva della garanzia autonoma.
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Obbligo comunicazione NASpI: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza dal diritto all'indennità NASpI per mancata comunicazione di redditi da lavoro autonomo preesistenti non è automatica. L'ente previdenziale deve dimostrare che l'attività svolta rientri specificamente nella nozione di 'lavoro autonomo o d'impresa individuale'. Nel caso esaminato, un richiedente si era visto negare il sussidio per non aver dichiarato redditi da cariche sociali. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova valutazione dei fatti, sottolineando che non basta provare l'esistenza di un reddito, ma occorre qualificarne la fonte come attività lavorativa autonoma ai sensi della normativa sull'obbligo comunicazione NASpI.
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