LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2645-ter Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2645-ter Codice Civile

Concordato preventivo: quando il giudice decide il fallimento
Un'azienda ha proposto ricorso contro la revoca del proprio concordato preventivo e la conseguente dichiarazione di fallimento. Il Tribunale aveva ritenuto inattendibile la seconda relazione del piano, evidenziando gravi lacune sulla cessione d'azienda e la mancanza di garanzie reali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Azienda. I giudici hanno chiarito che il tribunale deve esercitare un controllo di legittimità sulla fattibilità giuridica della proposta, verificando se l'obiettivo di soddisfare i creditori sia concretamente realizzabile. Al contrario, la valutazione sulla convenienza economica spetta esclusivamente ai creditori. Di conseguenza, la revoca del concordato preventivo e il fallimento sono stati confermati, con condanna dell'Azienda al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Trascrizione del contratto preliminare: tutela o perdita totale
Un promissario acquirente ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare della società venditrice per recuperare le caparre versate per l'acquisto di un terreno e di un appartamento, pretendendo il riconoscimento del privilegio speciale. Il Tribunale ha rigettato la richiesta poiché i contratti non erano stati trascritti nei registri immobiliari, ritenendo insufficiente la sola trascrizione di un atto di destinazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che la trascrizione del contratto preliminare è un requisito indispensabile e non sostituibile per ottenere il privilegio sui beni promessi in vendita. Senza questa formalità, il credito per la restituzione delle caparre viene ammesso solo in via chirografaria, ovvero senza alcuna priorità di pagamento.
Continua »
Vincolo di destinazione testamentario: Comune batte privato
Una società conduttrice di un centro sportivo ha impugnato il testamento del proprietario originario dell'immobile. Il testatore aveva lasciato l'immobile al Comune, imponendo un vincolo di destinazione testamentario: il bene doveva essere usato come piscina e palestra pubblica per almeno sessanta anni. La società riteneva che questo vincolo fosse un divieto di vendita mascherato e illegittimo perché troppo lungo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che il limite di sessanta anni è valido e ragionevole, poiché risponde a un interesse meritevole di solidarietà sociale e non supera il limite di novanta anni previsto dalla legge per atti simili. Il Comune vince la causa e la disdetta del contratto di locazione è pienamente efficace.
Continua »
Intestazione fiduciaria di quote: sì al danno contro i fratelli
Una fiduciante ha scoperto che le sue quote di una società, detenute tramite una catena di società estere, erano state trasferite illegittimamente ai suoi tre fratelli dalla società fiduciaria, escludendola. La donna ha richiesto la restituzione delle quote e il risarcimento del danno. La Corte d'Appello ha respinto le richieste perché la fiduciante non aveva citato in giudizio il fiduciario finale. La Cassazione ha invece stabilito che, in caso di violazione dell'accordo fiduciario tramite l'**intestazione fiduciaria di quote**, i fratelli che hanno beneficiato del trasferimento indebito rispondono in solido del danno. Non è necessario citare in giudizio il fiduciario inadempiente, trattandosi di responsabilità solidale. La sentenza è stata cassata con rinvio per quantificare il risarcimento.
Continua »
Opposizione all’esecuzione: l’errore che fa perdere la casa
I Creditori hanno avviato un pignoramento immobiliare contro La Debitrice e il suo Coniuge su un immobile in comunione legale. La Debitrice ha proposto un'opposizione contestando la pignorabilità del bene, sostenendo che fosse destinato ai bisogni familiari e a una persona con disabilità. Il Tribunale ha respinto la domanda. La Debitrice ha quindi proposto ricorso straordinario in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Trattandosi di una tipica opposizione all'esecuzione per impignorabilità dei beni, la sentenza del Tribunale doveva essere impugnata esclusivamente con l'ordinario atto di appello e non direttamente davanti alla Cassazione. Di conseguenza, il pignoramento prosegue e La Debitrice deve pagare le spese processuali.
Continua »
Tassazione del trust: immobile torna al proprietario, niente tasse
Una società aveva trasferito un immobile in un trust. Successivamente, il trust è stato sciolto e l'immobile è tornato nel patrimonio della società. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento delle imposte di donazione, ipotecarie e catastali in misura proporzionale, considerando la restituzione un evento tassabile. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente, chiarendo che la tassazione del trust (proporzionale) scatta solo al momento del trasferimento finale e definitivo della ricchezza ai beneficiari. Gli atti intermedi, come la costituzione del trust o la restituzione dei beni al disponente, non rappresentano un arricchimento reale e sono soggetti solo a imposta fissa. La società ha quindi vinto la causa, vedendosi annullare la pretesa fiscale.
Continua »
Tassazione Atto Istitutivo Trust: Atto Neutrale, non Donazione
Una società trustee ha contestato l'avviso dell'Agenzia delle Entrate che applicava le imposte di donazione, ipotecaria e catastale in misura proporzionale su un atto di costituzione di un trust. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo un principio fondamentale sulla tassazione dell'atto istitutivo trust. Questo atto non costituisce un trasferimento di ricchezza effettivo e immediato, ma solo un vincolo di destinazione. Pertanto, è fiscalmente neutro e soggetto solo a imposte in misura fissa. La tassazione proporzionale avverrà solo al momento del trasferimento finale dei beni dal trustee ai beneficiari, quando si realizza un vero arricchimento.
Continua »
Tassazione Trust Autodichiarato: Fisco Battuto, Imposta solo alla Fine
La Corte di Cassazione ha chiarito la tassazione del trust autodichiarato in materia di imposta di successione e donazione. I gestori di un trust avevano contestato la pretesa dell'Agenzia delle Entrate di applicare un'imposta proporzionale al momento della costituzione del trust. La Corte ha dato loro ragione, stabilendo un principio fondamentale: la creazione di un trust è un atto fiscalmente neutro. Non essendoci un trasferimento reale e definitivo di ricchezza, ma solo la creazione di un vincolo di destinazione, l'imposta proporzionale non è dovuta. La tassazione scatterà solo quando i beni verranno effettivamente trasferiti ai beneficiari finali. Al momento della costituzione, si applica solo l'imposta in misura fissa.
Continua »
Vincolo di destinazione: limiti al sequestro penale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c. non impedisce il sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Il caso riguardava immobili di proprietà di un'indagata per reati tributari, sui quali era stato istituito un vincolo in favore del figlio. La Corte ha chiarito che tale vincolo non trasferisce la proprietà al beneficiario, mantenendo il bene nel patrimonio dell'indagata e rendendolo quindi aggredibile dallo Stato.
Continua »
Opposizione all’esecuzione e inammissibilità ricorso
Un debitore ha proposto opposizione all'esecuzione contestando il pignoramento di un immobile, sostenendo che il bene fosse protetto da un fondo patrimoniale e da un vincolo di destinazione. Dopo il rigetto della domanda in primo grado, il soggetto ha presentato ricorso straordinario direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che le sentenze di primo grado relative a un'opposizione all'esecuzione devono essere impugnate tramite appello ordinario e non possono essere oggetto di ricorso diretto di legittimità.
Continua »
Concordato preventivo: revoca e pagamenti vietati
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca dell'ammissione al concordato preventivo per una società operante nel settore ambientale. La decisione scaturisce da due ragioni fondamentali: l'esecuzione di pagamenti non autorizzati a creditori antecedenti e la manifesta inattuabilità del piano economico. Quest'ultima è stata determinata dalla crisi finanziaria del soggetto terzo che avrebbe dovuto garantire l'apporto di capitali. La Corte ha ribadito che, nel giudizio di rinvio, è legittimo esaminare fatti sopravvenuti che rendono la proposta irrealizzabile, confermando così la dichiarazione di fallimento della società debitrice.
Continua »
Concordato preventivo: la garanzia del socio
Un socio unico ha garantito personalmente il pagamento dei debiti verso i creditori nell'ambito di un concordato preventivo. Successivamente, ha contestato la legittimazione del liquidatore giudiziale a richiedere il pagamento, sostenendo che l'obbligo fosse assunto solo verso i singoli creditori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'interpretazione sistematica degli atti negoziali attribuisce agli organi della procedura il potere di agire per l'adempimento della garanzia, validando inoltre il calcolo del debito basato sul rendiconto della liquidazione.
Continua »
Tassazione Trust: la Cassazione sulla risoluzione
Una contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per imposta di donazione, ipotecaria e catastale emesso a seguito della risoluzione di un trust immobiliare. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che la tassazione trust non si applica alla cessazione del vincolo con restituzione dei beni al disponente. Tale atto è fiscalmente neutro, poiché non genera alcun arricchimento patrimoniale tassabile, ma ripristina semplicemente la situazione originaria.
Continua »