LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2571 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2571 Codice Civile

Preclusione per coesistenza: l’uso locale non cancella il marchio
La Prima Azienda di trasporti, titolare di un marchio registrato a livello nazionale, si è opposta alla registrazione di un marchio simile da parte della Seconda Azienda, nata dalla medesima scissione societaria. La Commissione dei ricorsi aveva inizialmente consentito la registrazione del secondo marchio, applicando il principio della preclusione per coesistenza a causa dell'uso pacifico dei due segni per vent'anni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Prima Azienda. I giudici hanno chiarito che la preclusione per coesistenza richiede un uso simultaneo, in buona fede e di lunga durata sull'intero territorio nazionale. Un semplice consenso all'uso del marchio in un ambito strettamente locale non è sufficiente a limitare i diritti di esclusiva del primo registrante su scala nazionale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Nullità del contratto per oggetto indeterminato: marchio salvo
I Titolari del Marchio hanno citato in giudizio un'Azienda Vinicola per l'uso non autorizzato del nome di un noto progettista sulle bottiglie di vino. L'Azienda Vinicola si è difesa esibendo una scrittura privata con cui il progettista autorizzava l'uso del nome in cambio di una fornitura annuale di bottiglie di vino, lasciando però in bianco lo spazio relativo alla quantità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei Titolari del Marchio, sancendo la nullità del contratto per oggetto indeterminato. La Suprema Corte ha chiarito che se un accordo prevede uno scambio, la mancata determinazione della controprestazione rende nullo il contratto. Non basta affermare che la quantità possa essere decisa in seguito, ma servono criteri precisi e prestabiliti fin dall'inizio. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Contraffazione di marchio: tollera il rivale e perde la causa
Una società di pasticceria ha citato in giudizio un'azienda concorrente, fondata da alcuni suoi ex soci, per contraffazione di marchio. L'azienda accusata utilizzava un segno simile, ma sosteneva di averlo fatto prima della registrazione del marchio della rivale. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla seconda azienda, respingendo il ricorso della prima. I giudici hanno stabilito che l'uso precedente del segno (preuso) e la prolungata tolleranza da parte del titolare del marchio registrato hanno reso legittimo l'operato del concorrente. La Corte ha ritenuto inammissibili le censure della ricorrente, confermando la decisione dei giudici di merito e il risarcimento minimo per un uso illecito solo temporaneo.
Continua »
Marchio di forma: la Cassazione sul valore sostanziale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33100 del 2023, ha chiarito i confini tra la tutela del diritto d'autore e quella del marchio di forma per un prodotto di disegno industriale. La Corte ha stabilito che se la forma di un prodotto ha un "valore sostanziale", dato ad esempio dal suo riconosciuto valore artistico, ciò costituisce un impedimento assoluto alla sua registrazione come marchio. Il caso riguardava la forma di un iconico scooter italiano. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente richiesto che il valore estetico fosse "prevalente" su quello funzionale, specificando che è sufficiente che l'estetica sia un fattore molto importante nella scelta del consumatore. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »