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Art. 257 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 257 Codice di Procedura Civile

Danni alla proprietà: la Cassazione chiarisce i poteri istruttori del giudice d’appello
Un proprietario ha citato in giudizio una vicina per danni causati all'esterno della sua abitazione. Il giudice di pace ha accolto la sua richiesta di risarcimento. In appello, il Tribunale ha ribaltato la decisione, rigettando la domanda del proprietario. Ha motivato la sua scelta con la verbalizzazione troppo sintetica delle testimonianze, che non permetteva di ricostruire i fatti. Il proprietario ha quindi presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il giudice d'appello ha ampi **poteri istruttori del giudice d'appello**, potendo riesaminare i testimoni anche senza una specifica richiesta di parte, per garantire una corretta valutazione delle prove. La sentenza è stata cassata e il caso rinviato a un nuovo giudice.
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Prova testimoniale contestata: il giudice non può ignorarla
Un venditore ha ottenuto un decreto ingiuntivo per riscuotere l'ultima tranche di ventimila euro per la cessione di un ramo d'azienda. Gli acquirenti hanno fatto opposizione sostenendo di aver già versato l'importo in contanti e hanno fornito la prova testimoniale dell'avvenuto pagamento. Il giudice di secondo grado ha bocciato le testimonianze perché ritenute troppo generiche e prive di dettagli cruciali sulle somme consegnate. La Suprema Corte ha tuttavia annullato la decisione. I giudici hanno stabilito che il magistrato non può considerare lacunosa la prova testimoniale se non pone prima domande di chiarimento ai testimoni durante l'interrogatorio o non rinnova l'audizione dei testi per colmare eventuali dubbi.
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