LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2479-ter Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2479-ter Codice Civile

Delibera Srl 50/50: senza maggioranza la società si scioglie
Una società a responsabilità limitata con due soci paritetici al 50% entra in una situazione di stallo decisionale. Un socio vota a favore dell'approvazione del bilancio, l'altro contro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5429/2024, ha stabilito che in caso di delibera Srl 50/50 con voti contrapposti, non si forma una maggioranza valida. Tale paralisi assembleare, rendendo impossibile il funzionamento della società, ne costituisce una legittima causa di scioglimento.
Continua »
Conflitto di interessi socio: quando è invalida?
Un Ente Locale, socio di minoranza in una S.r.l., ha impugnato una delibera per conflitto di interessi del socio di maggioranza, i cui soci erano anche amministratori. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il mero voto del socio-amministratore sul proprio compenso non integra un conflitto di interessi se non si prova un danno effettivo per la società.
Continua »
Iscrizione delibera scioglimento: quando è efficace?
Una società dichiarata fallita sosteneva di essere già in liquidazione in virtù del solo deposito della delibera di scioglimento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12156/2024, ha stabilito che l'iscrizione delibera scioglimento nel Registro Imprese ha efficacia costitutiva. Pertanto, solo da quel momento la società può considerarsi in liquidazione verso i terzi. Di conseguenza, lo stato di insolvenza è stato correttamente valutato secondo i criteri di un'impresa attiva e non in base al patrimonio.
Continua »
Impugnazione bilancio: limiti e onere della prova
Una società costruttrice ha contestato il bilancio di una sua debitrice, avviando azioni legali per recuperare il proprio credito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che l'impugnazione bilancio non può essere usata per chiedere alla Suprema Corte una nuova valutazione dei fatti contabili. La decisione ribadisce che il giudizio di legittimità non può riesaminare il merito, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
Continua »
Danno soci minoranza: quando è risarcibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni soci di maggioranza contro una decisione che confermava il risarcimento del danno soci minoranza. Il danno era stato riconosciuto per la violazione dei doveri di buona fede, che aveva causato la frustrazione delle loro "ragionevoli aspettative". La Corte ha basato la sua decisione su un vizio procedurale: i motivi del ricorso non affrontavano la reale motivazione della sentenza d'appello.
Continua »
Impugnazione delibera assembleare: diritti del socio
La Corte di Cassazione respinge il ricorso di una S.r.l., confermando l'annullamento di una delibera di approvazione del bilancio. L'impugnazione delibera assembleare è legittima per i soci, anche in caso di quote in pegno o di contestata qualifica di socio. La Corte ribadisce come fondamentale il diritto all'informazione tramite il preventivo deposito del progetto di bilancio presso la sede sociale.
Continua »
Abuso del diritto di voto: no se il bilancio è irregolare
In una S.r.l. con due soci paritetici, anche amministratori, il voto contrario di un socio all'approvazione del bilancio non costituisce abuso del diritto di voto se la proposta non è stata preventivamente approvata dall'organo amministrativo nel suo complesso. La Corte di Cassazione ha stabilito che il rispetto della procedura, che attribuisce la paternità del progetto di bilancio all'intero organo gestorio, è un requisito fondamentale, e la sua violazione giustifica il dissenso del socio, a prescindere da obiezioni sul merito del documento contabile.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per cassazione proposto da una società in concordato contro la decisione della Corte d'Appello che aveva confermato l'annullamento di alcuni contratti infragruppo per conflitto di interessi e nullità. La Suprema Corte ha ritenuto i motivi di ricorso generici, non specificamente confrontati con la sentenza impugnata e basati su una sovrapposizione di censure incompatibili, ribadendo il rigore formale richiesto per l'accesso al giudizio di legittimità.
Continua »
Abuso di maggioranza: abolire la prelazione è illegittimo
La Corte di Cassazione ha stabilito che costituisce abuso di maggioranza la delibera con cui i soci di maggioranza aboliscono la clausola di prelazione interna, se tale atto è seguito a breve da una cessione di quote tra di loro, finalizzata a consolidare il proprio potere e a impedire al socio di minoranza di esercitare il proprio diritto di acquisto. Secondo la Corte, tale operazione non è giustificata dall'interesse sociale, ma mira a ledere i diritti del socio di minoranza, integrando un abuso sanzionabile con l'annullabilità della delibera.
Continua »
Invalidità delibera associazione: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che dichiarava l'invalidità di una delibera di un'associazione politica, adottata tramite votazione online. La Corte ha stabilito che il regolamento del 2014, base per la votazione del 2016, era a sua volta invalido perché mai approvato dall'assemblea degli associati, ma solo pubblicato sul sito web. Questa mancanza di una formale approvazione collegiale ha reso nulla la successiva modifica statutaria, riaffermando il principio della centralità dell'assemblea nella vita delle associazioni non riconosciute. L'invalidità delibera associazione è stata quindi confermata.
Continua »
Clausola di mero gradimento: quando si può recedere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2660/2024, ha stabilito che la rimozione di una clausola di mero gradimento dallo statuto di una S.r.l. non conferisce di per sé il diritto di recesso ai soci di minoranza. Il recesso è legato al diniego effettivo del gradimento. Tuttavia, la delibera di modifica può essere annullata se si dimostra un 'abuso della maggioranza', ovvero se è stata approvata con l'intento fraudolento di pregiudicare gli interessi dei soci di minoranza, un aspetto che il giudice di merito deve sempre verificare.
Continua »