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Art. 247 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 247 Codice di Procedura Penale

Sequestro di dispositivi informatici: limiti e regole valide
L'indagato ha impugnato il decreto con cui la Procura ha disposto il sequestro di dispositivi informatici durante una perquisizione per traffico di stupefacenti. La difesa lamentava l'acquisizione indiscriminata di tutti i dati digitali, l'assenza di criteri stringenti di cernita sul posto e la mancata prefissazione di un termine temporale per la selezione e restituzione dei file estranei. Il Tribunale del Riesame ha respinto l'istanza e la Corte di Cassazione ha confermato la decisione. I giudici hanno stabilito che l'apprensione iniziale massiva è lecita se giustificata dalla complessità tecnica dell'estrazione immediata e se il pubblico ministero ha indicato preventivamente parole chiave e criteri di ricerca idonei a proteggere la riservatezza, affidando la selezione successiva a periti tecnici qualificati.
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Sequestro probatorio: i contanti in casa e l’onere della prova
Durante una perquisizione nell'abitazione di una coppia, le forze dell'ordine hanno sequestrato 9.100 euro in contanti trovati nella camera da letto. Il denaro apparteneva alla donna, ma il compagno era indagato per associazione a delinquere e spaccio. Il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro, sostenendo che la donna non avesse dimostrato la provenienza lecita della somma. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il sequestro probatorio di denaro richiede che l'accusa dimostri il nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato, nonché le specifiche esigenze investigative. I giudici non possono invertire l'onere della prova pretendendo che il terzo dimostri la liceità del denaro. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Detenzione di sostanze stupefacenti: spaccio o uso personale?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione per un uomo accusato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. L'imputato era stato trovato in possesso di alcune dosi di cocaina pronte per la vendita, oltre a materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione. La difesa ha contestato la regolarità della perquisizione domiciliare e ha sostenuto l'uso personale della droga. I giudici hanno chiarito che l'eventuale irregolarità della perquisizione non rende nullo il sequestro della droga. Inoltre, gli strumenti di confezionamento e il trasporto del bilancino all'esterno dimostrano la chiara finalità di spaccio e non il semplice uso personale. Il ricorso è stato quindi rigettato.
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Pacco con Droga e Sequestro Probatorio: Indizi bastano per agire
Un uomo, indagato per importazione di droga, subisce un sequestro probatorio. Il suo nome era sul pacco contenente MDMA e un'utenza telefonica, indicata per la consegna, era stata localizzata vicino alla sua abitazione. L'indagato contesta il provvedimento, ritenendo gli indizi insufficienti. La Corte di Cassazione, però, respinge il ricorso. Stabilisce che per un sequestro probatorio non serve la prova piena della colpevolezza, ma basta il 'fumus commissi delicti', ovvero un fondato sospetto che un reato sia stato commesso. Gli elementi raccolti erano sufficienti a giustificare la misura per proseguire le indagini.
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Sequestro probatorio: limiti e validità del decreto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro probatorio di una somma di denaro rinvenuta nell'auto di un soggetto indagato per spaccio di sostanze stupefacenti. La difesa contestava la mancata convalida del Pubblico Ministero e l'assenza di nesso tra il denaro e l'attività illecita. Gli Ermellini hanno stabilito che, se il decreto di perquisizione è sufficientemente dettagliato, la convalida non è necessaria. Inoltre, le contestazioni relative alla provenienza lecita del denaro riguardano il merito della vicenda e non possono essere sollevate in sede di legittimità.
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Chat SkyECC: utilizzabilità prove da O.I.E.
Un individuo accusato di narcotraffico ha contestato l'uso di messaggi criptati da chat SkyECC ottenuti dalla Francia tramite Ordine Europeo di Indagine (O.E.I.). La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'utilizzabilità della prova sulla base del principio di mutuo riconoscimento tra Stati UE e richiamando una decisione delle Sezioni Unite. La Corte ha chiarito che tali dati sono considerati atti di un procedimento estero, legittimamente acquisiti tramite O.E.I. senza necessità di un'autorizzazione giudiziaria preventiva in Italia, a meno che la difesa non provi una specifica violazione dei diritti fondamentali.
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Sequestro smartphone: limiti alla prova digitale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in un caso di narcotraffico. La decisione si fonda sull'illegittimità dell'acquisizione dei dati da un dispositivo mobile. Il sequestro smartphone, se mira ad analizzare messaggi e chat, richiede un decreto specifico e motivato dell'autorità giudiziaria, poiché tali dati costituiscono corrispondenza costituzionalmente protetta. Senza tale provvedimento, la prova è inutilizzabile.
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