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Art. 247 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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Altri anni per Art. 247 Codice di Procedura Penale

Sequestro di cellulari annullato: contanti illeciti non bastano
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro relativa a cellulari di tre indagati, trovati in possesso di ingenti somme di denaro di presunta provenienza illecita. Sebbene il sequestro del denaro sia stato ritenuto legittimo, il sequestro probatorio di dispositivi informatici è stato giudicato illegale. La Corte ha stabilito che un provvedimento di sequestro di dati digitali non può essere generico. Deve rispettare il principio di proporzionalità, indicando in modo specifico le informazioni da cercare, i criteri di selezione e un preciso arco temporale. Un'indagine 'a strascico' su tutti i dati contenuti in un cellulare viola i diritti fondamentali dell'indagato. Di conseguenza, i dispositivi sono stati restituiti.
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Sequestro probatorio smartphone: i limiti legali
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un **sequestro probatorio** eseguito su uno smartphone appartenente a un soggetto terzo estraneo alle indagini. Il provvedimento, inizialmente annullato dal Tribunale del Riesame, era privo di criteri selettivi per l'estrazione dei dati, configurandosi come una ricerca indiscriminata di prove. La Suprema Corte ha ribadito che il sequestro di dispositivi digitali non può avere finalità meramente esplorative, ma deve essere strettamente limitato ai dati pertinenti al reato ipotizzato, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità.
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Sequestro probatorio smartphone: limiti e regole
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura contro l'annullamento del sequestro probatorio di due smartphone appartenenti a soggetti indagati per reati di falso. La decisione conferma che il sequestro probatorio di dispositivi digitali non può essere onnicomprensivo senza una motivazione specifica che giustifichi l'acquisizione massiva di dati. Il provvedimento deve indicare i criteri di selezione delle informazioni e rispettare il principio di proporzionalità, evitando finalità meramente esplorative che ledano il diritto alla riservatezza.
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Sequestro rogatoria internazionale: validità e difesa
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro rogatoria internazionale eseguito in territorio elvetico. Nonostante le lamentele circa la mancata notifica preventiva degli atti italiani, la Corte ha stabilito che la competenza sull'esecuzione spetta all'autorità estera, mentre quella italiana valuta i presupposti del reato. Il ricorso è stato rigettato poiché gli atti a sorpresa non richiedono preavviso.
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Sequestro Probatorio: la Cassazione e il PM
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro probatorio di dispositivi informatici ordinato da un pubblico ministero durante un'indagine per truffa e falso. L'indagato sosteneva che la misura fosse illegittima perché esplorativa e disposta da un'autorità non indipendente, in contrasto con il diritto dell'Unione Europea. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il sequestro era giustificato dalla necessità di indagare un contesto criminale più ampio e non meramente esplorativo. Inoltre, ha chiarito un principio fondamentale: anche se la normativa UE richiede l'intervento di un giudice terzo, l'eventuale nullità del decreto del PM viene 'sanata' dalla successiva pronuncia del Tribunale del Riesame, che svolge un controllo effettivo e indipendente sulla legittimità e proporzionalità della misura.
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Ricorso inammissibile: motivi non dedotti in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per la vendita di sigarette contraffatte. La Corte ha stabilito che le censure relative all'illegittimità della perquisizione non potevano essere esaminate perché non sollevate nel precedente grado di giudizio (appello). Inoltre, gli altri motivi sono stati ritenuti una mera riproposizione di argomenti già respinti dalla Corte d'Appello, la quale aveva correttamente distinto il reato di contraffazione dal semplice contrabbando, data la falsità sia del marchio che della composizione del prodotto.
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Ricorso per saltum: conversione in appello
Due imputati, condannati in primo grado per il commercio illegale di specie vegetali protette, presentano un ricorso per saltum direttamente in Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, rileva che i motivi di impugnazione non riguardano pure violazioni di legge, ma contestano nel merito la valutazione delle prove. Di conseguenza, il ricorso viene convertito in un regolare appello e il caso trasmesso alla Corte d'Appello competente, in applicazione dei limiti procedurali previsti per il ricorso per saltum.
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Sequestro probatorio: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava il sequestro probatorio di 40.000 euro. La sentenza chiarisce i presupposti per la legittimità della misura, focalizzandosi sulla nozione di 'fumus commissi delicti' e sulla finalità investigativa del vincolo, distinguendola nettamente dai requisiti del sequestro preventivo. Secondo la Corte, i precedenti penali degli indagati possono essere sufficienti a configurare l'astratta ipotizzabilità del reato di riciclaggio.
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Decreto di perquisizione nullo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di perquisizione per vizio di motivazione. La sentenza sottolinea che il provvedimento deve indicare specificamente le ragioni che giustificano l'atto, non potendosi basare su mere congetture o sospetti generici. Questa decisione riafferma la necessità di un controllo giurisdizionale rigoroso a tutela delle libertà individuali.
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