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Art. 247 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 247 Codice di Procedura Civile

Donazione indiretta: la testimonianza dei parenti è valida
Una complessa lite familiare tra quattro fratelli riguarda la divisione dell'eredità paterna e l'obbligo di rimettere nella massa comune alcuni immobili acquistati in vita. La Corte d'Appello aveva escluso che l'acquisto di due appartamenti da parte di uno dei fratelli costituisse una donazione indiretta del padre, ritenendo che il denaro provenisse da un prestito della madre e dichiarando inattendibili i testimoni solo perché parenti. La Cassazione ha accolto il ricorso principale, stabilendo che il legame di parentela non rende automaticamente inattendibile un testimone. Inoltre, ha sanzionato il giudice d'appello per aver introdotto d'ufficio la tesi del prestito materno, mai allegata dal diretto interessato. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Riscatto agrario: prove e testimoni in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato una complessa controversia relativa al riscatto agrario esercitato da un coltivatore confinante. Il ricorrente principale contestava la decisione d'appello che aveva riconosciuto il diritto al riscatto senza accertare rigorosamente la coltivazione nel biennio antecedente e aveva escluso testimoni solo perché parenti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'attendibilità dei testimoni non può essere negata a priori per vincoli familiari e che il requisito della coltivazione biennale deve essere oggetto di specifica verifica temporale. Inoltre, ha chiarito che i documenti possono essere prodotti come prova contraria nell'ultimo termine istruttorio per smentire nuove allegazioni della controparte.
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Azione di rivendicazione: prova attenuata e usucapione
La Corte di Cassazione chiarisce i confini dell'azione di rivendicazione e il relativo onere della prova. In un caso di disputa su confini di proprietà, la Corte ha stabilito che la cosiddetta 'probatio diabolica' a carico di chi agisce in rivendica si attenua notevolmente quando il convenuto, per difendersi, eccepisce l'usucapione. Poiché l'usucapione presuppone il possesso di un bene altrui, tale difesa costituisce un riconoscimento della precedente titolarità dell'attore, esonerandolo dalla prova rigorosa della proprietà risalendo a un acquisto a titolo originario. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano ordinato l'arretramento di una costruzione edificata in violazione delle distanze legali.
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