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Art. 2435 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2435 Codice Civile

Bilanci omessi e debiti: accertamento dello stato di insolvenza
Una società commerciale ha impugnato la dichiarazione di fallimento sostenendo l'assenza dei presupposti economici. L'azienda riteneva che un debito verso il fisco di 63.000 euro non fosse sufficiente a dimostrare la propria crisi definitiva. L'impresa aveva inoltre affittato l'azienda a terzi poco prima della richiesta del Pubblico Ministero. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso e confermato la pronuncia di fallimento. I giudici hanno chiarito che il mancato deposito pluriennale dei bilanci presso il registro delle imprese rappresenta un chiaro sintomo esteriore di blocco dell'attività economica. Questo comportamento, unito al debito erariale non pagato, legittima l'accertamento dello stato di insolvenza. La manovra contrattuale tardiva non cancella l'incapacità operativa e contabile della società.
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Requisiti di non fallibilità: bilanci tardivi inutili
Una società immobiliare ha impugnato la dichiarazione di fallimento sostenendo di non superare le soglie dimensionali previste dalla legge. Per dimostrare i requisiti di non fallibilità, l'impresa ha presentato i bilanci degli ultimi tre anni solo durante la fase di reclamo. Tuttavia, la società non depositava i bilanci presso il registro delle imprese dal 2010 e i documenti prodotti erano stati redatti solo dopo la sentenza di fallimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che i bilanci non depositati nei termini di legge sono inattendibili. Di conseguenza, spetta all'imprenditore dimostrare la propria situazione patrimoniale con altre prove certe, non potendo sanare la propria inerzia contabile a posteriori. L'Azienda perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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