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Art. 2380-bis Codice Civile — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 2380-bis Codice Civile

Dichiarazione fraudolenta: Amministratore e fatture inesistenti
Un Rappresentante Legale è stato condannato per dichiarazione fraudolenta, avendo utilizzato fatture per operazioni inesistenti relative a consulenze fornite dall'Amministratore di Fatto della stessa società. La difesa ha sostenuto che il Rappresentante Legale fosse un mero prestanome e che le operazioni fossero reali. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità soggettiva del Rappresentante Legale, ma ha rilevato che i giudici precedenti non hanno chiarito la natura dell'inesistenza delle operazioni. Per l'anno 2011, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione. Per l'anno 2012, la sentenza è stata annullata con rinvio, richiedendo una nuova valutazione sulla specifica tipologia di inesistenza delle fatture.
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Sequestro preventivo: ricorso e limiti in Cassazione
Un imprenditore ha impugnato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, fornendo importanti chiarimenti sui limiti dell'impugnazione. In particolare, ha ribadito che solo i terzi contitolari possono contestare il sequestro su beni cointestati e che un nuovo sequestro è possibile se il precedente è stato annullato per vizi procedurali. La sentenza conferma inoltre la natura sussidiaria del sequestro per equivalente e i ristretti margini di sindacato sul 'fumus commissi delicti' in sede di legittimità.
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Crediti professionali avvocato: quando paga la società?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sull'ammissibilità dei crediti professionali dell'avvocato nella liquidazione giudiziale di una società. La Corte ha rigettato le pretese per le parcelle relative alla difesa penale degli amministratori, affermando che tale attività non è automaticamente svolta nell'interesse della società. Un ricorso è stato parzialmente accolto solo per un vizio di omessa pronuncia del giudice di merito, che non aveva esaminato una specifica domanda di credito.
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Gravi indizi di colpevolezza: Cassazione conferma
Un imprenditore, legale rappresentante di due società, è stato sottoposto a un divieto di esercitare attività d'impresa per un anno per presunta frode fiscale tramite false fatturazioni. L'imprenditore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il suo ruolo fosse puramente formale e che mancassero i presupposti per la misura cautelare, come i gravi indizi di colpevolezza. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, affermando che per le misure cautelari è sufficiente una 'qualificata probabilità' di colpevolezza e che il ruolo ricoperto, unito alle competenze professionali, costituiva un quadro indiziario solido. Inoltre, il pericolo di reiterazione del reato è stato ritenuto attuale.
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