Un Rappresentante Legale è stato condannato per dichiarazione fraudolenta, avendo utilizzato fatture per operazioni inesistenti relative a consulenze fornite dall'Amministratore di Fatto della stessa società. La difesa ha sostenuto che il Rappresentante Legale fosse un mero prestanome e che le operazioni fossero reali. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità soggettiva del Rappresentante Legale, ma ha rilevato che i giudici precedenti non hanno chiarito la natura dell'inesistenza delle operazioni. Per l'anno 2011, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione. Per l'anno 2012, la sentenza è stata annullata con rinvio, richiedendo una nuova valutazione sulla specifica tipologia di inesistenza delle fatture.
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