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Art. 2087 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 2087 Codice Civile

Periodo di comporto: malattia professionale esclusa
Un lavoratore è stato licenziato per superamento del periodo di comporto. La Cassazione ha stabilito che le assenze dovute a malattia professionale, causate dalla violazione dell'obbligo di sicurezza del datore di lavoro, non possono essere incluse nel calcolo del periodo di comporto, rendendo il licenziamento illegittimo.
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Indumenti di lavoro: quando sono DPI e chi paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli indumenti di lavoro, anche se non specificamente certificati, possono essere considerati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) se in concreto offrono una barriera protettiva contro i rischi per la salute. Di conseguenza, il datore di lavoro è tenuto a provvedere al loro lavaggio. Nel caso esaminato, una società di pulizie è stata condannata a risarcire i propri dipendenti per non aver provveduto alla manutenzione delle divise, con un importo calcolato equitativamente sulla base di un'ora di lavoro straordinario settimanale.
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Mobbing sul lavoro: quando la prova non basta
Una dipendente sanitaria chiedeva il risarcimento per presunto mobbing sul lavoro. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano escluso il carattere persecutorio delle condotte del datore di lavoro e il nesso causale con il danno lamentato. Il caso sottolinea l'importanza di una prova rigorosa del mobbing.
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Rimborso lavaggio DPI: onere a carico del datore
Una società di logistica è stata condannata a risarcire i dipendenti per le spese di pulizia delle uniformi, qualificate come Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10393/2023, ha respinto il ricorso dell'azienda, stabilendo che l'obbligo di mantenere in efficienza i DPI, inclusa la loro pulizia, è a carico del datore di lavoro. La sentenza chiarisce che il rimborso lavaggio DPI è un diritto del lavoratore, derivante direttamente dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro.
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Indumenti da lavoro: quando sono DPI e chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10378/2023, ha stabilito che gli indumenti da lavoro forniti a un operatore ecologico devono essere considerati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), anche se privi di specifica certificazione. Ciò che conta è la loro funzione protettiva concreta contro i rischi per la salute. Di conseguenza, il datore di lavoro è obbligato a farsi carico della loro manutenzione e lavaggio, non potendo trasferire tale onere sul lavoratore.
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Obbligo pulizia divise: quando spetta al datore?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune lavoratrici di mense scolastiche che chiedevano al datore di lavoro di farsi carico del lavaggio delle divise. La Corte ha stabilito che l'obbligo di pulizia delle divise sorge solo se queste costituiscono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) o se è esplicitamente previsto dal Contratto Collettivo. Nel caso di specie, le divise non erano qualificate come DPI, in quanto non destinate a proteggere l'integrità fisica delle lavoratrici da rischi specifici, e il CCNL non imponeva al datore l'onere della manutenzione.
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Qualificazione DPI: la Cassazione sul vestiario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10053/2023, ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori del settore raccolta rifiuti. Essi chiedevano che il loro vestiario fosse considerato Dispositivo di Protezione Individuale (DPI), con conseguente obbligo di lavaggio a carico dell'azienda. La Corte ha confermato la decisione del giudice di rinvio, il quale, applicando un principio di diritto precedentemente fissato dalla stessa Cassazione, ha accertato in fatto che le mansioni di autista svolte non esponevano i lavoratori a rischi specifici (contatto con rifiuti, agenti biologici) tali da richiedere la qualificazione DPI per i loro indumenti. La decisione sottolinea che la classificazione di un indumento come DPI dipende da una valutazione concreta della sua funzione protettiva rispetto ai rischi effettivi della mansione svolta, non da una qualificazione astratta.
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