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Art. 1994 Codice Civile — Anno 2026

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Ripetizione dell’indebito: salvo il creditore in buona fede
Un consulente fiscale sottrae illecitamente denaro da una società e richiede alla banca l'emissione di assegni circolari per pagare un debito personale verso un creditore in buona fede. Dopo il fallimento della società, la curatela promuove un'azione di ripetizione dell'indebito contro il creditore per riavere le somme. La Corte di Cassazione rigetta la domanda della curatela. I giudici chiariscono che, nel caso di pagamento con assegno circolare, il "solvens" (chi paga) è colui che consegna materialmente il titolo (il consulente) e non il proprietario dei fondi sottratti (la società). Di conseguenza, la curatela non ha il diritto di chiedere la restituzione direttamente al creditore in buona fede, ma dovrà agire contro il consulente infedele. Il creditore vince la causa e non deve restituire il denaro.
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