LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1905 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1905 Codice Civile

Furto d’auto: la denuncia non basta per l’indennizzo
Una società di autonoleggio ha richiesto alla compagnia assicuratrice il pagamento dell'indennizzo assicurativo per furto a seguito della sparizione di un proprio veicolo. L'assicurata ha presentato la denuncia alle forze dell'ordine, i documenti di proprietà e il set completo di chiavi. I giudici di merito hanno respinto la domanda per mancata prova dell'evento. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che la semplice denuncia penale non dimostra l'effettivo accadimento del fatto. L'assicurato ha l'onere di provare sia il sinistro sia il nesso con il danno.
Continua »
Revocazione per errore di fatto: Cassazione salva la polizza
A seguito del crollo di un capannone, un professionista veniva condannato al risarcimento in solido con altri soggetti. La Corte di Cassazione, con una prima ordinanza, negava l'indennizzo all'ingegnere affermando erroneamente che la polizza escludesse la copertura in caso di responsabilità solidale. Il professionista ha proposto ricorso per revocazione per errore di fatto dimostrando che il contratto limitava la copertura alla sola quota interna di colpa senza azzerarla. I giudici supremi hanno accolto il ricorso, cancellato la precedente statuizione errata e rinviato la causa alla Corte d'Appello per determinare l'indennizzo spettante.
Continua »
Assicurazione del credito: la chiarezza contrattuale batte la buona fede
Un'azienda stipula un contratto di assicurazione del credito con una compagnia assicurativa. A seguito del mancato pagamento da parte di tre debitori, l'assicurato chiede l'indennizzo. La compagnia rifiuta, sostenendo che l'assicurato non ha attivato tempestivamente le procedure di recupero crediti, violando i patti contrattuali. Un collegio arbitrale dà ragione alla compagnia, dichiarando la decadenza dall'indennizzo. L'assicurato impugna la decisione, lamentando la violazione dei principi di correttezza e buona fede nell'interpretazione del contratto. La Corte d'appello dichiara inammissibile l'impugnazione poiché le clausole erano chiare e andavano solo applicate. La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità del ricorso: le contestazioni sulla buona fede sono irrilevanti rispetto a una decisione basata su regole procedurali e su clausole contrattuali chiare e inequivocabili. Vince la compagnia assicurativa.
Continua »