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Art. 1904 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1904 Codice Civile

Surrogazione dell’assicuratore e prestiti: rivalsa sul debitore
La vicenda nasce da un finanziamento garantito da cessione del quinto e da una polizza collettiva aziendale. In seguito alla perdita dell'impiego della debitrice, la compagnia assicurativa ha saldato il debito residuo alla banca e ha azionato la Surrogazione dell'assicuratore per recuperare le somme dalla mutuataria. L'opponente sosteneva la vessatorietà della clausola di surroga e la propria qualifica di assicurata diretta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'assicurazione, precisando che la polizza è stata stipulata dalla banca in nome e per conto proprio. La mutuataria non è parte del contratto assicurativo ma semplice soggetto esposto al rischio. Pertanto, la disciplina delle clausole vessatorie non si applica e l'assicuratore ha pieno diritto di rivalersi sul debitore inadempiente per recuperare il credito versato.
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Polizza D&O: spese legali negate se il rimborso e volontario
Tre societa di un gruppo industriale hanno chiesto all'assicuratore il rimborso delle spese legali sostenute in un contenzioso negli Stati Uniti, invocando la copertura di una Polizza D&O. L'assicuratore ha rifiutato il pagamento sostenendo che la polizza non copriva la responsabilita diretta delle societa, ma solo il rimborso delle somme che le societa erano legalmente obbligate a pagare per tenere indenni i propri amministratori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso delle societa. Nell'interesse della legge, la Corte ha stabilito che e nulla per inesistenza del rischio la clausola di una Polizza D&O che impegna l'assicuratore a rimborsare la societa per somme pagate spontaneamente all'amministratore, senza un preciso obbligo di legge o di contratto.
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Cessione del diritto all’indennizzo: l’utilizzatore vince
Un'azienda utilizzatrice di un impianto in leasing subisce un incendio e chiede l'indennizzo alla compagnia assicurativa. L'assicuratore rifiuta il pagamento, eccependo che la polizza era stata stipulata dalla società di leasing (proprietaria del bene) e che mancava il suo consenso. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'utilizzatrice. I giudici chiariscono che la specifica appendice contrattuale, firmata da tutte le parti, configurava una valida cessione del diritto all'indennizzo a favore dell'utilizzatrice. Di conseguenza, non era necessario alcun ulteriore consenso per liquidare il danno. La Suprema Corte cassa la sentenza d'appello e rinvia la causa per un nuovo esame, stabilendo che il trasferimento del credito derivante dalla polizza è pienamente efficace tra le parti.
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Motivazione apparente: Cassazione cassa la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per 'motivazione apparente'. Il caso riguardava una complessa disputa assicurativa a seguito di un incendio in un immobile. I giudici d'appello si erano limitati a copiare le argomentazioni della compagnia assicurativa senza fornire un'analisi critica e autonoma. La Cassazione ha ritenuto che tale modo di operare violi l'obbligo di motivazione, rendendo la sentenza nulla e rinviando il caso per un nuovo esame.
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