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Art. 1743 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1743 Codice Civile

Divieto di concorrenza dell’agente: risarcimento e no indennità
Un agente di commercio ha subito una condanna al risarcimento danni per oltre 96.000 euro a causa della violazione del divieto di concorrenza dell'agente. La società mandante ha infatti accertato che l'agente ha svolto attività concorrenziale a favore di un'altra ditta nel settore della telefonia. L'agente ha impugnato la decisione sostenendo che il contratto fosse limitato solo a una tipologia di prodotti e contestando la mancanza di giusta causa nel proprio recesso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di secondo grado: l'interpretazione del contratto spetta al giudice di merito e le prove raccolte hanno dimostrato la condotta illecita. Di conseguenza, la Suprema Corte ha negato all'agente sia l'indennità sostitutiva del preavviso sia l'indennità di fine rapporto ex art. 1751 c.c., condannandolo anche al pagamento delle spese di giudizio.
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Contratto di agenzia: la stabilità supera l’assenza di esclusiva
Un ente previdenziale ha contestato a una società l'omesso versamento contributivo per una collaboratrice, qualificando l'attività come contratto di agenzia anziché come procacciamento d'affari occasionale. La società ha impugnato l'atto sostenendo l'assenza di requisiti formali quali la zona predeterminata e il patto di esclusiva. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione a favore dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che la durata decennale del rapporto, la fatturazione periodica e continuativa e l'entità rilevante dei compensi dimostrano la stabilità tipica dell'agenzia. L'assenza dell'esclusiva o di una zona definita non cancella la natura continuativa della prestazione. L'azienda deve quindi versare tutti i contributi previdenziali richiesti e pagare le spese processuali.
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