LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1743 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1743 Codice Civile

Perde la causa sull’esclusiva: bocciato il ricorso per revocazione
Un agente di commercio ha chiesto il risarcimento dei danni alla società preponente per la presunta violazione del diritto di esclusiva territoriale. Dopo aver perso la causa nei gradi di merito e in Cassazione, il professionista ha proposto ricorso per revocazione contro la pronuncia dei giudici di legittimità. Il ricorrente ha lamentato presunti errori nell'analisi delle domande processuali e nella valutazione della mancata ammissione delle prove. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità totale dell'istanza. I magistrati hanno chiarito che il rimedio revocatorio riguarda solo sviste materiali e non dissensi sull'interpretazione giuridica o sulla valutazione degli atti, condannando l'agente alle spese e al raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rapporto di agenzia: finti omaggi online e diritto di esclusiva
Nel contesto di un rapporto di agenzia, un Agente ha interrotto la collaborazione per giusta causa, accusando la Società Preponente di aver violato il suo diritto di esclusiva e gli obblighi informativi. La Società aveva venduto direttamente spazi pubblicitari online (banner) a diversi clienti, spacciandoli per omaggi gratuiti legati a una guida cartacea per evitare di pagare le provvigioni dovute all'Agente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Società Preponente, confermando la decisione della Corte d'Appello. I giudici hanno stabilito che anche i banner promozionali sul sito web rientravano nell'esclusiva dell'Agente e che la Società ha violato i doveri di trasparenza non rispondendo alle richieste di chiarimento dell'Agente. Di conseguenza, l'Agente vince la causa e ha diritto al risarcimento, mentre la Società deve pagare le spese legali.
Continua »
Recesso per giusta causa dell’agente: no se l’azienda vende diretto
Un agente di commercio ha esercitato il recesso per giusta causa dell'agente, accusando l'azienda preponente di aver violato il suo patto di esclusiva concludendo affari direttamente nella sua zona. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la conclusione di singoli affari da parte dell'azienda, tramite propri dipendenti, nella zona dell'agente non costituisce di per sé un grave inadempimento. Tale condotta è lecita se occasionale e non sistematica. Di conseguenza, non giustifica il recesso per giusta causa dell'agente, ma genera per quest'ultimo il diritto a percepire le cosiddette provvigioni indirette. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Svuotamento portafoglio clienti: la Cassazione blocca il Preponente
Una società agente ha citato in giudizio la sua preponente, un'azienda petrolifera, accusandola di averla danneggiata. Il contratto permetteva alla preponente di vendere direttamente ai clienti dell'agente, trasformandoli in 'inattivi' e sottraendoli così al suo controllo. Questa pratica ha causato un progressivo svuotamento del portafoglio clienti. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'agente, stabilendo che una clausola contrattuale non può consentire al preponente di svuotare in modo arbitrario e illimitato il portafoglio dell'agente. Tale potere incide su un elemento essenziale del contratto e viola i principi di correttezza e buona fede. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Contratto di agenzia: la prova del rapporto e i diritti
Un agente ha citato in giudizio la sua preponente per provvigioni non pagate, sostenendo l'esistenza di un contratto di agenzia nonostante l'assenza di un accordo scritto. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, chiarendo che, sebbene un rapporto di agenzia stabile possa essere provato con altri mezzi (come i verbali ispettivi), la mancanza di un contratto di agenzia scritto preclude le pretese basate su clausole specifiche come l'esclusiva. Le richieste dell'agente per provvigioni e indennità sono state respinte per mancata prova dei singoli affari conclusi e per l'assenza di una giusta causa nel suo recesso dal rapporto.
Continua »
Provvigioni agente: sì anche per gare pubbliche
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un agente di commercio a percepire le provvigioni per una fornitura medica aggiudicata dalla sua preponente tramite una gara pubblica. Decisiva l'interpretazione del contratto di agenzia e della clausola di esclusiva, che garantisce le provvigioni agente per tutti gli affari conclusi nella zona di competenza, a prescindere dall'intervento diretto dell'agente nella trattativa.
Continua »
Patto star del credere: nullo l’accordo che aggira la legge
La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità di un accordo che, simulando una cessione di merci, trasferiva di fatto il rischio di insolvenza dei clienti sull'agente. Questa pratica è stata considerata un'elusione del divieto di patto star del credere. La Corte ha accolto il ricorso dell'agente su questo punto, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per un nuovo esame. Sono stati invece respinti gli altri motivi di ricorso, relativi alla giusta causa di recesso, alla validità del patto di non concorrenza senza corrispettivo e al compenso per l'attività di incasso.
Continua »