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Art. 1665 Codice Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 1665 Codice Civile

Inadempimento appalto: quando si applica l’art. 1453
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di mancato completamento di un'opera edile, si configura un inadempimento appalto regolato dalle norme generali sulla risoluzione del contratto (art. 1453 c.c.) e non dalle norme speciali sulla garanzia per vizi (art. 1667 c.c.). Di conseguenza, il committente non è tenuto a denunciare i difetti entro il breve termine di decadenza di sessanta giorni, potendo agire per il risarcimento del danno derivante dalla mancata ultimazione dei lavori.
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Responsabilità Direttore Lavori: La Guida Completa
Un caso di appalto con vizi costruttivi porta la Cassazione a definire la responsabilità direttore lavori. La Corte conferma la sua natura contrattuale verso il committente, con prescrizione decennale, e la sua solidarietà con l'appaltatore per omessa vigilanza, rigettando sia il suo ricorso che quello incidentale del committente.
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Crediti prededucibili: no tra procedure diverse
La Cassazione chiarisce che i crediti prededucibili sorti durante un'amministrazione giudiziaria antimafia non sono automaticamente tali in una successiva amministrazione straordinaria, data la diversità di finalità e presupposti tra le due procedure. La richiesta di una società fornitrice è stata respinta.
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Decadenza garanzia appalto senza collaudo: la Cassazione
Un committente contesta vizi a un impianto di riscaldamento, ma la sua richiesta di risarcimento viene respinta per tardività. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale sulla decadenza garanzia appalto: in assenza di accettazione e collaudo formale dell'opera, i termini per la denuncia dei vizi (decadenza) e per l'azione legale (prescrizione) non iniziano a decorrere. La semplice consegna materiale del bene non è sufficiente a far scattare le scadenze a carico del committente.
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Errore revocatorio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, basato su un presunto errore revocatorio. I ricorrenti lamentavano l'omesso esame di alcuni motivi del loro precedente ricorso. La Corte ha chiarito che l'errore revocatorio consiste in una errata percezione dei fatti documentali, non in un'omissione valutativa o interpretativa da parte del giudice. Pertanto, l'omesso esame di un motivo di ricorso non rientra in questa casistica e non può giustificare la revocazione della sentenza.
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Eccezione di inadempimento: onere della prova
Una società committente si opponeva al pagamento per l'installazione di un'insegna, sollevando un'eccezione di inadempimento per ritardi e vizi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che una volta che l'appaltatore prova di aver eseguito la prestazione, spetta al committente dimostrare la gravità dell'inadempimento. La Corte ha inoltre confermato che la ricezione dell'opera senza riserve può configurare un'accettazione tacita, anche in assenza di una verifica formale.
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Vizi occulti appalto: quando inizia la prescrizione?
In un caso di vizi occulti in un appalto, la Corte di Cassazione ha chiarito che il termine di prescrizione biennale non decorre dalla consegna dell'opera, ma dal momento in cui il committente acquisisce piena conoscenza della natura e delle cause del difetto, spesso coincidente con il deposito di una perizia tecnica. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato l'azione prescritta, ritenendo erroneo far decorrere il termine dalla semplice manifestazione del problema senza considerare la necessità di accertarne l'origine.
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