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Art. 1597 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1597 Codice Civile

Rinnovazione Tacita Contratto di Locazione: Pubblica Amministrazione Non Fa Eccezione
Un proprietario ha richiesto il pagamento di canoni di locazione non versati da un Ministero, suo inquilino. I giudici di merito avevano negato il diritto al pagamento, sostenendo che per la pubblica amministrazione la volontà di obbligarsi deve essere sempre in forma scritta, escludendo la rinnovazione tacita del contratto di locazione. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che le norme speciali sulle locazioni ad uso diverso da quello abitativo (Legge 392/78) si applicano anche quando il conduttore è un ente pubblico. Pertanto, la rinnovazione tacita opera anche per la pubblica amministrazione, a meno che non sia stata data una disdetta valida per specifiche cause previste dalla legge. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Fideiussione nella locazione commerciale: garante obbligato
Una locatrice richiede il pagamento di canoni insoluti al garante di una società conduttrice. L'inquilino originario aveva ceduto l'azienda e il contratto di locazione a un terzo soggetto, senza che la proprietaria liberasse il debitore iniziale. L'inadempimento si verifica durante il secondo sessennio di affitto. Il garante contesta l'efficacia del vincolo, sostenendo che la garanzia non copra il rinnovo e lamentando la mancata comunicazione della cessione aziendale. La Corte di Cassazione respinge le difese del garante. I giudici stabiliscono che la fideiussione nella locazione commerciale si estende automaticamente al periodo di rinnovo legale di sei anni, salvo patto contrario espresso. Inoltre, la cessione contrattuale non estingue la garanzia prestata per il conduttore originario rimasto obbligato solidale.
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Aumento canone di locazione commerciale: valido con disdetta
Il Locatore di un immobile commerciale ha inviato regolare disdetta prima della scadenza del contratto. Successivamente alla cessazione del rapporto, le parti hanno sottoscritto un nuovo contratto prevedendo un aumento canone di locazione commerciale e la restituzione del vecchio deposito cauzionale. L'Inquilino subentrato ha impugnato la validità del nuovo importo, considerandolo una modifica illegittima del precedente contratto. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Locatore. La disdetta motiva e tempestiva estingue definitivamente il contratto originario. Pertanto, la firma di una nuova intesa con un canone maggiorato costituisce un contratto autonomo e valido, privo di vizi di nullità. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per riesaminare la vicenda sulla base di questo principio.
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Contratto agrario: via dal fondo senza indennizzo per migliorie
Un Ente Concedente ha chiesto il rilascio di un terreno agricolo detenuto da un Affittuario, sostenendo la cessazione del rapporto in forza di una disdetta inviata anni prima. L'Affittuario si è opposto, contestando la validità della disdetta e richiedendo un indennizzo per i miglioramenti apportati al fondo. La Corte d'Appello ha dichiarato cessato il contratto agrario e ha rigettato la richiesta di indennizzo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'Affittuario. I giudici hanno stabilito che la disdetta era pienamente valida e che il diritto al compenso per i miglioramenti richiede necessariamente il consenso espresso del proprietario o l'autorizzazione dell'autorità agraria competente, requisiti del tutto assenti nel caso specifico. L'Affittuario è stato quindi condannato al rilascio del fondo e al pagamento delle spese legali.
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