LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 157 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Pagina 8 di 24

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Condono edilizio dei figli: non salva la madre dalla demolizione
Una proprietaria viene condannata per abusi edilizi. Dopo molti anni, eccepisce la mancata notifica dell'estratto contumaciale, ottenendo la riapertura dei termini per ricorrere in Cassazione. La difesa lamenta lo smarrimento dei fascicoli processuali e la mancata sospensione del processo per la pendenza di istanze di condono edilizio presentate dai figli. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Lo smarrimento successivo dei fascicoli non annulla la sentenza. Inoltre, la richiesta di condono edilizio presentata da soggetti terzi non proprietari non sospende il processo penale contro l'imputata. L'inammissibilità del ricorso impedisce anche di dichiarare la prescrizione del reato nel frattempo maturata. La proprietaria perde la causa e viene condannata a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sequestro preventivo: la prescrizione non salva l’abuso
Il proprietario di un'area costiera protetta ha impugnato il mantenimento del sequestro preventivo sul proprio stabilimento balneare abusivo, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei reati edilizi e paesaggistici. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che spetta alla difesa l'onere di allegare in modo preciso e documentato la cronologia degli atti per dimostrare la prescrizione, non bastando un semplice calcolo aritmetico. Inoltre, i giudici hanno confermato la necessità del vincolo cautelare a causa del grave impatto ambientale e del concreto pericolo di crollo della falesia costiera, indipendentemente dalle vicende estintive dei singoli reati. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato permanente: salvi dall’abuso ma condannati per il sisma
Il Ristoratore veniva condannato per abusi edilizi e paesaggistici, oltre che per violazioni sismiche, avendo installato una struttura fissa ancorata al suolo senza le dovute autorizzazioni. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. Ha dichiarato estinti per prescrizione i reati edilizi e paesaggistici ordinari, poiche l'opera era stata smontata e rimontata nel 2015, facendo decorrere il termine quinquennale prima dell'appello. Al contrario, la Suprema Corte ha stabilito che la violazione sismica (mancato deposito del progetto al Genio Civile) costituisce un reato permanente. Tale illecito si protrae nel tempo finche non viene presentata la denuncia del progetto, impedendo cosi il decorso della prescrizione. La sentenza e stata quindi annullata senza rinvio per i reati prescritti e con rinvio alla Corte d'Appello solo per rideterminare la pena relativa al reato sismico.
Continua »
Prescrizione del reato: condanna annullata per l’imprenditrice
Un'imprenditrice era stata condannata nei primi due gradi di giudizio per l'omesso versamento all'INPS delle ritenute previdenziali dei dipendenti nel 2010. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse ormai estinto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, calcolando che il termine massimo di nove anni, comprensivo di sospensioni e interruzioni dovute alla recidiva, era decorso il 14 gennaio 2020, prima della sentenza d'appello del 2021. Di conseguenza, la Cassazione ha sancito la prescrizione del reato e ha annullato la condanna senza rinvio, liberando definitivamente l'imputata da ogni responsabilità penale.
Continua »
Violazione di sigilli: condannato chi riapre la cava sequestrata
Il caso riguarda il proprietario di una cava che, nonostante il sequestro dell'area e dei macchinari con apposizione di sigilli, ha ripreso l'attività estrattiva abusiva. L'imputato sosteneva che la sua condotta integrasse il meno grave reato di sottrazione di cose sequestrate, ormai prescritto. La Corte di Cassazione ha invece confermato la condanna per il reato di violazione di sigilli. I giudici hanno chiarito che la presenza fisica dei sigilli determina l'applicazione dell'articolo 349 del codice penale, a differenza della semplice notifica del sequestro senza sigilli. Poiché il ricorso è stato dichiarato inammissibile, l'imputato non ha potuto beneficiare della prescrizione maturata successivamente alla sentenza d'appello ed è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Omesso versamento IVA: prescrizione parziale e pena ridotta
L'amministratrice di una società cooperativa è stata condannata nei primi due gradi di giudizio per il reato di omesso versamento IVA relativo agli anni di imposta 2015 e 2016. La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso della difesa, ha rilevato che il reato relativo all'annualità 2015 si era già estinto per prescrizione prima della sentenza d'appello. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno annullato senza rinvio la condanna per tale annualità. La Suprema Corte ha invece confermato la responsabilità per l'anno 2016, rideterminando la pena finale in nove mesi e dieci giorni di reclusione, riducendo a sei mesi la pena accessoria dell'interdizione e confermando la confisca di oltre 970mila euro.
Continua »
Omesso versamento di ritenute: prescritto ma resta la confisca
Il Rappresentante Legale di una cooperativa viene condannato per l'omesso versamento di ritenute certificate per oltre 150.000 euro. La difesa sostiene che il mancato pagamento sia dovuto alla truffa subita da una commercialista infedele e richiede la prescrizione del reato. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso sulla prescrizione, rilevando che il reato si è estinto prima della sentenza d'appello. Tuttavia, i giudici confermano la confisca diretta del profitto del reato depositato sui conti della società, poiché la prescrizione non cancella il provvedimento di recupero delle somme illecite direttamente riconducibili al reato tributario.
Continua »
Prescrizione del reato tributario: la recidiva blocca lo sconto
L'Imputata è stata condannata per reati tributari legati all'emissione e all'utilizzo di una fattura per operazioni inesistenti. Ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato prima della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il calcolo del termine di prescrizione deve considerare l'aumento della metà previsto per la recidiva specifica infraquinquennale e il periodo di sospensione del processo dovuto all'astensione degli avvocati. Di conseguenza, la prescrizione del reato non si era verificata al momento della decisione d'appello. L'Imputata è stata condannata anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Omessa dichiarazione dei redditi: il dispositivo batte l’errore
Un commerciante di auto è stato condannato a un anno di reclusione per il reato di omessa dichiarazione dei redditi e dell'IVA per l'anno 2011, avendo evaso oltre cinquantaseimila euro di imposte. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche, l'assenza di motivazione sulla sospensione condizionale della pena e l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il dispositivo letto in udienza prevale sulla motivazione scritta e che il termine di prescrizione per i reati tributari commessi nel 2012 è di dieci anni, calcolati dal novantunesimo giorno successivo alla scadenza del termine di presentazione. Di conseguenza, il reato non era prescritto al momento della sentenza d'appello.
Continua »
Condanna annullata: la prescrizione del reato salva l’imprenditrice
Un'imprenditrice era stata condannata dal Tribunale per violazioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La difesa ha impugnato la sentenza lamentando la mancata pronuncia sull'attenuante del risarcimento del danno e sulla sospensione condizionale della pena, oltre alla mancata traduzione degli atti in lingua cinese. La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i motivi di ricorso. Tuttavia, a causa del tempo trascorso, ha dichiarato l'estinzione dei reati per intervenuta prescrizione del reato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la condanna senza rinvio, liberando definitivamente l'imputata da ogni sanzione.
Continua »
Omesso versamento IVA: condanna cancellata per prescrizione
L'Amministratrice di una società è stata condannata in appello per il reato di omesso versamento IVA per l'anno d'imposta 2011, avendo superato la soglia di legge. La difesa ha impugnato la decisione sostenendo che il mancato pagamento fosse dovuto a una grave crisi di liquidità (forza maggiore) e che il reato fosse ormai estinto. La Corte di Cassazione ha chiarito che la crisi finanziaria non esclude la colpevolezza se non si prova l'impossibilità assoluta di pagare, anche attingendo al patrimonio personale. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso sul secondo punto: calcolando correttamente i tempi e le sospensioni, il reato si era estinto per prescrizione prima della sentenza d'appello. La Cassazione ha quindi annullato la condanna senza rinvio.
Continua »
Dichiarazione fraudolenta: finti trasporti e condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti commesso da un imprenditore. L'imputato sosteneva che il reato fosse prescritto e contestava la fittizietà delle operazioni. I giudici hanno chiarito che il termine di prescrizione era stato elevato a dieci anni prima della consumazione del reato, escludendo l'estinzione. Inoltre, la fittizietà è stata provata da incongruenze nei documenti di trasporto (viaggi impossibili con mezzi non disponibili) e da prelievi ingiustificati in contanti per restituire il denaro. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione dei reati edilizi: condanna annullata in Cassazione
Il Tribunale di Palermo aveva condannato La Proprietaria per violazioni della normativa antisismica ed edilizia. La donna ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che le opere abusive erano state completate prima del suo acquisto e che, in ogni caso, era maturata la prescrizione dei reati edilizi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso. Pur non potendo pronunciare un'assoluzione nel merito a causa delle dichiarazioni rese nella domanda di condono, i giudici hanno rilevato che il tempo trascorso dal completamento dei lavori (avvenuto nel 2003) ha determinato l'estinzione delle contravvenzioni. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna.
Continua »
Evasione contributiva: la prescrizione del reato cancella la pena
Un amministratore societario viene condannato per l'omesso versamento di contributi previdenziali, avendo registrato false assenze non retribuite dei dipendenti per evadere i premi. L'imputato ricorre in Cassazione contestando il diniego della non menzione della condanna e della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte rileva che il diniego della non menzione era fondato su criteri di opportunità estranei alla legge. Poiché il ricorso è ammissibile, la Corte dichiara la prescrizione del reato, maturata nelle more del giudizio. La prescrizione del reato, estinguendo l'illecito, prevale sulla particolare tenuità del fatto poiché risulta più favorevole per l'imputato, cancellando ogni conseguenza penale. La sentenza viene così annullata senza rinvio.
Continua »
Prescrizione del reato: annullata la condanna per droga
Il caso riguarda l'imputazione a carico di un soggetto per la cessione di circa 25 grammi di cocaina, avvenuta nel gennaio del 2013. Dopo la condanna in primo grado e la conferma in appello, la difesa ha proposto ricorso in Cassazione eccependo la prescrizione del reato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando che, in assenza di cause di sospensione, il termine massimo di sette anni e sei mesi era interamente decorso nel luglio del 2020, prima della pronuncia della Corte d'Appello avvenuta nel maggio del 2021. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, sancendo l'estinzione del reato per prescrizione del reato.
Continua »
Omesso versamento IVA: la crisi non salva, la prescrizione sì
Un amministratore di due società commerciali è stato condannato per il reato di omesso versamento IVA relativo all'anno d'imposta 2011. La difesa ha impugnato la sentenza sostenendo l'impossibilità di pagare a causa di una grave crisi di liquidità e invocando la prescrizione del reato, condizionata dalle sospensioni processuali introdotte durante l'emergenza sanitaria da Covid-19. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondata la giustificazione della crisi finanziaria, poiché le aziende registravano fatturati milionari e non avevano cercato soluzioni alternative. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso sul calcolo del tempo trascorso. Applicando la sospensione di sessantaquattro giorni prevista dalla normativa emergenziale, il reato si è comunque estinto per prescrizione prima della decisione definitiva. La Cassazione ha quindi annullato la condanna senza rinvio.
Continua »
Violazione dei sigilli: condanna valida oltre la prescrizione
Il Proprietario di un immobile e la Moglie, nominata custode giudiziario del cantiere sequestrato, sono stati condannati per la violazione dei sigilli (Art. 349 c.p.) per aver proseguito lavori edili abusivi nonostante il sequestro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i loro ricorsi. La Suprema Corte ha chiarito che, ai fini del calcolo della prescrizione del reato, rileva esclusivamente la data di lettura del dispositivo della sentenza in udienza e non il successivo deposito delle motivazioni. Inoltre, il Proprietario non poteva ottenere la sospensione condizionale della pena, avendone già usufruito due volte in passato per lo stesso reato. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Abuso edilizio in concorso: condannati privati e funzionario
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un funzionario comunale e due costruttori privati accusati di abuso edilizio in concorso. I privati avevano realizzato lavori di ristrutturazione edilizia senza titoli idonei, mentre il funzionario pubblico aveva omesso i controlli dovuti e rilasciato un permesso di costruire illegittimo per sanare le irregolarità. La difesa del funzionario ha eccepito la violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza e la prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, stabilendo che la responsabilità concorsuale unisce condotte omissive e commissive. Inoltre, nei reati in concorso, la prescrizione decorre dall'ultimo atto consumativo compiuto da uno qualsiasi dei partecipanti, impedendo così l'estinzione anticipata del reato per il singolo imputato.
Continua »
Detenzione incompatibile di animali: risponde il custode di fatto
Il Detentore di un gregge di capre è stato condannato in primo grado per il reato di detenzione incompatibile di animali, avendo tenuto le bestie in pessime condizioni igieniche e di nutrizione. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo di non essere il proprietario degli animali, bensì solo il custode degli immobili. La Suprema Corte ha rigettato questa tesi, chiarendo che la responsabilità penale per la custodia degli animali grava su chiunque ne abbia il possesso di fatto, anche solo occasionale. Tuttavia, la Cassazione ha annullato la condanna penale senza rinvio poiché il reato è caduto in prescrizione. Resta comunque fermo l'obbligo per il Detentore di risarcire i danni civili e pagare le spese legali al Proprietario degli animali, costituitosi parte civile.
Continua »
Prescrizione dei reati tributari: cancellata la condanna
Un imprenditore, accusato di omesso versamento IVA e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte per aver svuotato la propria società trasferendo le attività alla famiglia, è stato condannato in appello. La Corte di Cassazione ha però annullato la condanna senza rinvio. I giudici hanno stabilito che per questi illeciti non si applica il raddoppio dei termini e che la recidiva contestata non poteva allungare i tempi del processo. Di conseguenza, è scattata la prescrizione dei reati tributari, estinguendo ogni accusa nei confronti dell'imputato che ha così ottenuto la cancellazione della pena.
Continua »