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Art. 1448 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1448 Codice Civile

Vendita reale o fittizia: no alla simulazione senza prova scritta
L'Acquirente ha citato in giudizio i Venditori per ottenere il rilascio di alcuni immobili occupati senza titolo. I Venditori hanno eccepito la simulazione della compravendita, sostenendo di aver trasferito fittiziamente i beni per sottrarli ai creditori a fronte di debiti pregressi, chiedendo anche la rescissione per lesione. I giudici di merito hanno ordinato lo sgombero, rilevando l'assenza della prova scritta della controdichiarazione e l'incompatibilità tra simulazione e una precedente azione revocatoria vinta dai creditori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei Venditori. La Corte ha chiarito che l'azione revocatoria presuppone un atto reale ed effettivo, mentre la simulazione implica un negozio puramente apparente e mai voluto.
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Affitto di azienda: valido anche se deciso senza tutti i soci
La Corte di Cassazione ha confermato la validità del contratto di affitto di azienda con patto di opzione per l'acquisto, stipulato dalla socia accomandataria di una società in accomandita semplice. Un socio accomandante e la società stessa avevano impugnato l'accordo, sostenendo che l'operazione modificasse l'oggetto sociale e includesse indebitamente l'immobile aziendale, chiedendone anche la rescissione per lesione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'affitto di azienda rappresenta uno strumento indiretto e legittimo per risanare la situazione economico-finanziaria della società, senza alterarne l'oggetto sociale. Inoltre, l'interpretazione del contratto ha escluso l'immobile dal compendio aziendale promesso in vendita, rendendo infondate le pretese di nullità per mancanza di corrispettivo e di rescissione per sproporzione del prezzo. I ricorrenti hanno perso la causa.
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Rapporti tra giudizio penale e civile: il caso usura
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27906/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per risarcimento danni da usura. La decisione sottolinea i corretti rapporti tra giudizio penale e civile, affermando la piena autonomia del giudice civile nel valutare i fatti, anche se originati da un procedimento penale. La Corte ha chiarito che una precedente sentenza civile di rescissione per lesione non costituisce giudicato vincolante in un diverso processo contro un soggetto differente, ribadendo che la valutazione delle prove è prerogativa del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Associazione in partecipazione: no a usura e rescissione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore che denunciava l'usurarietà di un complesso rapporto commerciale per la gestione di una stazione di servizio. I giudici hanno confermato la qualificazione del contratto come associazione in partecipazione e non come locazione, escludendo così i presupposti per l'usura e la rescissione. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi del ricorso in quanto miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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