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Art. 144 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 144 Codice Civile

Esenzione ICI abitazione principale e fondo di famiglia
Un contribuente ha impugnato tre avvisi di accertamento ICI per gli anni 2010, 2011 e 2012 relativi a un immobile di sua proprietà, chiedendo l'esenzione ICI abitazione principale. Il proprietario sosteneva che l'immobile fosse destinato ai bisogni familiari perché inserito in un fondo patrimoniale, sebbene la moglie e i figli risiedessero anagraficamente in un'altra abitazione. Egli eccepiva inoltre la nullità degli atti per vizi nella procedura di accertamento con adesione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del contribuente. I giudici hanno chiarito che il fondo patrimoniale non dimostra l'uso dell'immobile come dimora abituale della famiglia. L'agevolazione spetta solo se l'intero nucleo familiare risiede e dimora nell'immobile, salvo prova rigorosa di separazione.
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Agevolazioni prima casa: status NATO non è forza maggiore, ma conta la famiglia
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante le agevolazioni prima casa. Un Lavoratore straniero, dipendente di una Base NATO, aveva acquistato un immobile ma non aveva potuto stabilire la residenza anagrafica nel Comune a causa del suo status speciale. L'Amministrazione Finanziaria aveva revocato i benefici. La Cassazione ha chiarito che lo status NATO non costituisce forza maggiore, ma ha ribadito che il requisito della residenza per le agevolazioni prima casa si riferisce alla famiglia nel suo complesso, non al singolo coniuge. La sentenza è stata rinviata alla Commissione Tributaria Regionale per verificare se l'immobile fosse destinato a residenza familiare.
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Esenzione IMU abitazione principale e coniugi con residenze diverse
Un contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento comunali per il mancato pagamento dell'imposta municipale, rivendicando l'esenzione IMU abitazione principale per il proprio immobile. L'amministrazione comunale ha contestato l'agevolazione poiché il coniuge, non separato legalmente, manteneva la residenza anagrafica e la dimora in un comune diverso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente locale, ribadendo che il beneficio fiscale richiede la compresenza di residenza e dimora abituale per l'intero nucleo familiare nella stessa unità immobiliare. I giudici hanno annullato la decisione favorevole al cittadino e confermato la piena legittimità della pretesa tributaria.
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Esenzione IMU prima casa: valida anche tra coniugi divisi
La società di riscossione comunale ha contestato alla contribuente l'esenzione IMU prima casa per due anni di imposta. La donna risiedeva e dimorava in un Comune diverso rispetto a quello del marito per esigenze lavorative, pur senza una separazione legale. I giudici tributari di merito hanno riconosciuto il beneficio fiscale alla contribuente. L'ente creditore ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo la necessità della compresenza dei coniugi nello stesso immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del concessionario e confermato la spettanza dell'agevolazione. Il verdetto si fonda sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma precedente, consentendo il beneficio a ciascun coniuge nella propria effettiva dimora.
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