LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1352 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1352 Codice Civile

Contratto verbale di collaborazione: va pagato anche senza firma
Una società produttrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro una società committente per il pagamento di servizi televisivi legati a un accordo di partnership non formalizzato per iscritto. La società committente ha contestato il credito, sostenendo la necessità della forma scritta. La Corte d'Appello ha invece accertato l'esistenza del rapporto grazie al pagamento spontaneo di alcune fatture e alle testimonianze. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della committente, confermando che il contratto verbale di collaborazione tra le due imprese era pienamente valido. Trattandosi di un negozio atipico simile all'associazione in partecipazione, non era richiesta la forma scritta. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Varianti nell’appalto: quando i lavori extra non vanno pagati
Una società committente si opponeva al pagamento di lavori extra richiesti dall'impresa costruttrice per la ristrutturazione di una villa. Il contratto originario prevedeva l'obbligo della forma scritta per qualsiasi modifica. La Corte d'Appello aveva ritenuto dovuti i pagamenti, ipotizzando un'approvazione tacita della committente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della committente (rappresentata dalla ex socia). I giudici hanno stabilito che le varianti nell'appalto proposte dall'appaltatore richiedono sempre l'autorizzazione scritta del committente. Non è ammessa l'approvazione per comportamenti concludenti se il contratto impone la forma scritta. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Escussione della fideiussione: la consegna a mano batte la posta
I Creditori beneficiano di una fideiussione bancaria a garanzia di un contratto. Il testo prevede che l'escussione della fideiussione avvenga entro trenta giorni dalla scadenza tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Di fronte all'inadempimento del debitore, i creditori inviano la richiesta l'ultimo giorno utile sia tramite posta, sia consegnando una raccomandata a mano direttamente alla banca. La banca rifiuta il pagamento sostenendo la tardività della raccomandata postale, giunta oltre il termine. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei creditori. I giudici stabiliscono che la consegna a mano è equivalente alla spedizione postale e che la banca, avendo ricevuto l'atto in tempo, non può invocare la decadenza del diritto in violazione del principio di buona fede.
Continua »
Nullità ordine di disinvestimento: la Banca vince, cliente perde
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di richiesta di risarcimento danni da parte di alcuni investitori contro una banca. Gli investitori lamentavano la mancata esecuzione di ordini di vendita di prodotti finanziari. La Corte ha stabilito la nullità dell'ordine di disinvestimento perché non rispettava la forma scritta prevista dal contratto quadro. Secondo i giudici, quando le parti concordano una forma specifica per le operazioni, il suo mancato rispetto causa la nullità assoluta dell'atto. Questa invalidità può essere fatta valere non solo dal cliente, ma anche dalla banca. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento degli investitori è stata respinta, confermando la vittoria della banca.
Continua »
Contratto per facta concludentia: logo inviato, accordo valido
Un'agenzia di marketing chiede il pagamento per una sponsorizzazione, ma l'azienda nega l'esistenza di un accordo. La Corte di Cassazione stabilisce che un contratto per facta concludentia può essere valido anche senza una firma. L'invio via email del logo aziendale, dei nomi dei partecipanti all'evento e la consegna di uno spot promozionale sono comportamenti che manifestano chiaramente la volontà di accettare l'accordo. La Corte ha quindi annullato la precedente sentenza che non aveva considerato queste prove decisive, rinviando il caso per una nuova valutazione.
Continua »
Rinuncia Tacita alla Forma Scritta: Accordo Valido Senza Firma
Una società licenziante ha citato in giudizio un editore per violazione dei diritti d'autore, sostenendo che la distribuzione di una collana d'arte avvenisse a condizioni non autorizzate. L'editore si è difeso sulla base di un accordo modificativo (addendum) che la società licenziante riteneva nullo perché non firmato, nonostante il contratto originale richiedesse la forma scritta per ogni modifica. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'editore, stabilendo che le parti, con il loro comportamento successivo (scambi di email e attuazione dell'accordo), avevano manifestato una chiara volontà di superare il vincolo formale. Si è quindi verificata una rinuncia tacita alla forma scritta, rendendo l'addendum pienamente valido ed efficace.
Continua »
Modifica tacita del contratto di appalto: batte la forma scritta?
Un'impresa edile chiede il pagamento di lavori extra eseguiti durante la ristrutturazione di una villa. La Committente si oppone, sostenendo che le modifiche non sono state autorizzate per iscritto come previsto dal contratto. I giudici di merito avevano riconosciuto la validità della modifica tacita del contratto di appalto, basandosi sul comportamento della Committente. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha ancora deciso. Ritenendo la questione di fondamentale importanza per il diritto, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per stabilire un principio chiaro: il comportamento delle parti può superare un accordo che impone la forma scritta per le modifiche contrattuali?
Continua »
Prova Ordine Telefonico: Annotazione della Banca Vale come Firma
Un investitore ha contestato la validità di un ordine di acquisto di obbligazioni, impartito telefonicamente, sostenendo la necessità della forma scritta. Il contratto quadro, tuttavia, prevedeva che per gli ordini telefonici facesse piena prova l'annotazione sui registri della banca. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'istituto di credito, stabilendo che la clausola contrattuale è valida. Di conseguenza, la prova dell'ordine di investimento telefonico è stata ritenuta raggiunta tramite la sola annotazione prodotta dalla banca, anche in assenza della registrazione della chiamata. L'investitore ha perso la causa e le sue richieste sono state respinte.
Continua »
Forma Scritta del Contratto: Accordo Verbale Non Obbliga a Pagare
Una società di produzione teatrale chiedeva a un'altra società di partecipare alle perdite economiche di uno spettacolo, sostenendo l'esistenza di un accordo di coproduzione. Tuttavia, il contratto originale prevedeva che ogni accordo di coproduzione dovesse essere confermato per iscritto. In questo caso, la conferma scritta mancava. La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta era infondata. Anche se in passato le parti avevano concluso accordi verbali per altre stagioni, questi episodi non erano sufficienti a modificare la regola della forma scritta del contratto. Di conseguenza, senza un accordo scritto, non esisteva alcun obbligo di partecipare alle perdite. La società di produzione ha perso la causa.
Continua »
Patto di riempimento: firma in bianco valida anche senza scritto
Un Garante firma un modulo di fideiussione in bianco a favore di una Banca. Successivamente, contesta il riempimento del modulo, sostenendo che fosse abusivo. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante: il cosiddetto 'patto di riempimento', cioè l'accordo per completare il documento, non richiede obbligatoriamente la forma scritta. La sua esistenza può essere dimostrata anche tramite presunzioni, ovvero elementi logici e circostanze di fatto. Di conseguenza, la Corte ha respinto il ricorso del Garante, confermando la validità della garanzia e condannandolo al pagamento delle spese legali. La Banca ha quindi vinto la causa.
Continua »
Nullità parziale e investimenti: la guida legale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un'investitrice che chiedeva l'annullamento di un acquisto di titoli finanziari a causa della falsità della firma su un allegato contrattuale. La Corte ha chiarito che la **nullità parziale** di un documento integrativo non comporta automaticamente la nullità dell'intero contratto quadro, a meno che l'interessato non provi che tale clausola fosse essenziale per il consenso. Inoltre, sono state dichiarate inammissibili le doglianze sulla forma degli ordini e sugli obblighi informativi per difetto di specificità e novità rispetto ai precedenti gradi di giudizio.
Continua »
Novazione contrattuale: validità e registrazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una controversia riguardante una locazione commerciale in cui le parti avevano concordato verbalmente la riduzione della superficie locata e del relativo canone. La società locatrice aveva intimato lo sfratto per morosità, sostenendo che tali accordi fossero privi di valore legale. La Suprema Corte ha stabilito che la modifica sostanziale dell'oggetto e del prezzo configura una novazione contrattuale. Tuttavia, ha rigettato il ricorso della locatrice poiché la mancata registrazione dell'accordo di riduzione del canone non ne determina la nullità, non essendovi alcuna elusione fiscale.
Continua »
Cessione del Credito PA: l’assenso formale è decisivo
Una società di factoring agiva per il recupero di un credito ceduto da una casa di cura verso un'Azienda Sanitaria. Il contratto originario subordinava la cessione a un "assenso formale" dell'Azienda Sanitaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che, avendo le parti richiamato contrattualmente la più stringente disciplina della contabilità di Stato, tale assenso doveva avere forma scritta per la validità (ad substantiam), non potendo essere sostituito da comportamenti concludenti come i pagamenti. Questa decisione chiarisce un punto fondamentale sulla cessione del credito PA quando vi sono specifiche clausole contrattuali.
Continua »