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Art. 1328 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1328 Codice Civile

Responsabilità precontrattuale: patti verbali contro firme reali
Il Fideiussore di una società si è opposto al decreto ingiuntivo di una Banca per oltre due milioni di euro, lamentando la violazione della responsabilità precontrattuale. Il Fideiussore sosteneva che la Banca avesse promesso un finanziamento in più fasi e lo avesse spinto a firmare la garanzia, per poi rifiutare le successive erogazioni. I giudici di merito hanno respinto l'opposizione, rilevando che le trattative per le fasi successive erano solo a livello embrionale e non potevano generare un legittimo affidamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Fideiussore, confermando che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e condannandolo al pagamento delle spese processuali.
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Contratto di transazione: il silenzio non cancella i debiti
Una società committente ha chiesto al Tribunale di accertare l'inesistenza di un debito verso l'appaltatrice, sostenendo l'avvenuta stipulazione di un contratto di transazione. Secondo la committente, l'accordo si era concluso poiché essa aveva accettato una proposta scritta di rinuncia reciproca ai crediti, semplicemente evitando di avviare azioni risarcitorie. L'appaltatrice ha invece richiesto il pagamento dei lavori eseguiti. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno rigettato la tesi della committente, ritenendo mai perfezionato l'accordo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che il semplice silenzio o la mancata promozione di azioni legali non equivalgono a un'accettazione tacita idonea a perfezionare un contratto di transazione, che richiede invece una prova scritta o un'adesione formale e inequivocabile.
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Perfezionamento del contratto: firma tardiva e servitù nulla
L'Azienda di Distribuzione Gas ha citato in giudizio la Società Costruttrice per aver violato le distanze di sicurezza da un metanodotto, basandosi su un vecchio accordo di servitù. I Venditori del terreno hanno eccepito la nullità dell'accordo, poiché l'accettazione scritta dell'Azienda era avvenuta dopo la morte del Proprietario Originario che aveva firmato la proposta. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo l'accordo e ha escluso l'usucapione della servitù per mancanza di opere visibili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che il perfezionamento del contratto non si è verificato. Infatti, la morte del proponente prima della conoscenza dell'accettazione fa perdere efficacia alla proposta nei contratti che richiedono la forma scritta obbligatoria. Inoltre, l'usucapione è esclusa se le tubature sono interrate e la segnaletica è coperta da sterpaglie.
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Distanze legali: quando l’accordo tra vicini è valido
La Corte di Cassazione ha affrontato una disputa riguardante il rispetto delle distanze legali per l'apertura di vedute tra due proprietà confinanti. Un proprietario aveva inizialmente sottoscritto un accordo privato per consentire al vicino l'apertura di finestre a distanza ridotta, tentando successivamente di revocare tale consenso. La Suprema Corte ha confermato che il contratto si era già perfezionato nel momento in cui il proponente aveva avuto notizia dell'accettazione della controparte tramite un tecnico di fiducia (nuncius). Poiché la conoscenza dell'accettazione rende il contratto vincolante, la successiva revoca unilaterale è stata dichiarata inefficace, consolidando il diritto del vicino a mantenere le aperture realizzate in conformità all'accordo originario.
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