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Art. 1301 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1301 Codice Civile

Restituzione ritenute IRPEF: il condono non arricchisce l’azienda
Un lavoratore ha richiesto la restituzione ritenute IRPEF operate sulla sua busta paga dal datore di lavoro e mai versate allo Stato. L'azienda, infatti, aveva beneficiato di un condono fiscale pagando solo il 10% del debito a seguito del terremoto di Siracusa del 1990. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda in amministrazione straordinaria. I giudici hanno stabilito che il condono fiscale cancella il debito anche per il lavoratore. Di conseguenza, le somme trattenute e non versate devono essere restituite al dipendente, poiché fanno parte della sua retribuzione lorda. Trattandosi di crediti di lavoro, su tali somme spettano anche la rivalutazione monetaria e gli interessi legali calcolati a partire dal momento in cui sono state effettuate le trattenute originarie.
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Contratto autonomo di garanzia: il garante paga comunque
Un garante ha impugnato il decreto ingiuntivo con cui una società di factoring gli chiedeva oltre tre milioni di euro. Il garante sosteneva che un accordo transattivo, firmato successivamente tra la società di factoring e la debitrice principale, avesse estinto il suo obbligo tramite novazione o remissione del debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del garante. I giudici hanno stabilito che l'interpretazione dei contratti spetta ai giudici di merito e che, nel caso specifico, l'accordo transattivo escludeva espressamente il credito garantito. Inoltre, il ricorso è stato ritenuto carente di autosufficienza per la mancata trascrizione del testo della transazione. Di conseguenza, il garante perde la causa e deve pagare le spese legali, rimanendo vincolato al contratto autonomo di garanzia.
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Ritenute fiscali condonate: l’azienda perde, deve restituirle
Un'azienda ha trattenuto le imposte Irpef dalla busta paga di un dipendente ma, a seguito di un condono fiscale, ha versato allo Stato solo il 10% del dovuto. L'azienda si è rifiutata di restituire al lavoratore il restante 90%, sostenendo che il beneficio del condono spettasse a lei. La Corte di Cassazione ha stabilito il contrario: il beneficiario dell'agevolazione fiscale è sempre il lavoratore (sostituito), non il datore di lavoro (sostituto d'imposta). Di conseguenza, l'azienda non ha alcun titolo per trattenere quelle somme e deve procedere alla restituzione delle ritenute fiscali condonate al dipendente. L'azienda ha perso la causa.
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Responsabilità solidale e difetti di costruzione
Un professionista incaricato della progettazione e direzione lavori ha impugnato la sentenza che lo condannava al risarcimento per gravi difetti costruttivi in un immobile. Il ricorrente sosteneva che la rinuncia del proprietario verso le imprese costruttrici fallite dovesse configurarsi come remissione del debito, riducendo la propria Responsabilità solidale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, distinguendo tra la rinuncia agli atti del processo, di natura meramente procedurale, e la remissione del debito sostanziale. Inoltre, la Corte ha ritenuto inammissibili le doglianze relative all'interpretazione delle clausole della polizza assicurativa, in quanto attinenti al merito della valutazione dei fatti.
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