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Art. 115-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 115-bis Codice di Procedura Penale

Assolto ma Negata la Riparazione per Ingiusta Detenzione
Un cittadino, accusato di traffico di stupefacenti sulla base di intercettazioni e dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, subisce un lungo periodo di custodia cautelare. Successivamente viene assolto in via definitiva poiché non vi è prova che utilizzasse l'utenza telefonica intercettata. Richiede quindi la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d'Appello respinge la domanda, accusandolo di colpa grave per essersi avvalso della facoltà di non rispondere durante gli interrogatori, omettendo di chiarire la sua estraneità ai fatti. La Suprema Corte annulla l'ordinanza, ribadendo che l'esercizio del diritto al silenzio non può mai costituire una condotta ostativa al risarcimento, colmando in modo illegittimo le lacune investigative della pubblica accusa.
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Responsabilità civile e prescrizione: guida pratica
La Corte di Cassazione chiarisce il rapporto tra responsabilità civile e prescrizione, confermando che l'estinzione del reato non impedisce la condanna al risarcimento. Il giudice penale, accertata l'impossibilità di un'assoluzione piena, deve applicare il criterio civilistico della probabilità prevalente per confermare le statuizioni civili, analizzando il nesso causale tra la condotta fraudolenta e il danno patrimoniale subito dalla parte offesa.
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Rimedio ex art. 115-bis c.p.p.: No a Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro un decreto di 'non luogo a provvedere' su un'istanza per violazione della presunzione di innocenza. La Corte ha chiarito che il corretto strumento processuale non è il ricorso per abnormità, ma lo specifico rimedio ex art. 115-bis c.p.p., ovvero l'opposizione al capo dell'ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento.
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