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Art. 115-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2024

Altri anni per Art. 115-bis Codice di Procedura Penale

Impugnazione ex art. 115 bis: la Cassazione chiarisce
Due soggetti, i cui reati erano stati dichiarati estinti per prescrizione, hanno subito un pregiudizio a causa di una sentenza che conteneva riferimenti alla loro colpevolezza, impedendo l'iscrizione in 'white list'. La loro richiesta di correzione, basata sull'art. 115 bis c.p.p., è stata rigettata. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha stabilito che il rimedio corretto non è il ricorso, ma l'opposizione al Presidente della corte che ha emesso il provvedimento. Pertanto, ha riqualificato l'impugnazione ex art. 115 bis e trasmesso gli atti all'organo competente.
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Omesso versamento ritenute: la crisi non scusa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omesso versamento ritenute a carico di un amministratore. La crisi di liquidità dell'azienda e il successivo fallimento non sono stati ritenuti sufficienti a escludere il dolo, in quanto il reato richiede solo la coscienza e volontà di non versare le somme all'Erario. La richiesta di messa alla prova è stata respinta per un precedente beneficio già concesso e per la prognosi negativa di recidiva.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: art. 115-bis cpp
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due soggetti contro il rigetto di un'istanza ex art. 115-bis c.p.p., volta a rimuovere riferimenti pregiudizievoli da un'ordinanza. La Corte ha chiarito che il rimedio corretto non è il ricorso in Cassazione, ma l'opposizione al presidente del tribunale, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione condizionale pena: precedenti depenalizzati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di energia elettrica, a cui era stata negata la sospensione condizionale della pena. La Corte ha stabilito che, ai fini del giudizio prognostico sulla futura condotta del reo, il giudice può legittimamente considerare anche precedenti condanne per reati successivamente depenalizzati, in quanto ancora indicative della capacità a delinquere del soggetto.
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Furto di energia elettrica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per furto di energia elettrica. La Corte ha confermato che il reato è procedibile d'ufficio, data la natura di bene destinato a pubblica utilità, e ha ritenuto giustificati il diniego delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena a causa dei precedenti penali dell'imputato.
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