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Rimedio ex art. 115-bis c.p.p.: No a Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro un decreto di ‘non luogo a provvedere’ su un’istanza per violazione della presunzione di innocenza. La Corte ha chiarito che il corretto strumento processuale non è il ricorso per abnormità, ma lo specifico rimedio ex art. 115-bis c.p.p., ovvero l’opposizione al capo dell’ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento.

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Pubblicato il 13 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 2034 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 2 n. 2034/2026)

Rimedio ex art. 115-bis c.p.p.: La Cassazione chiarisce la via corretta

Nel complesso labirinto della procedura penale, la scelta del giusto strumento di impugnazione è cruciale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: non si può ricorrere alla Suprema Corte per denunciare un atto come ‘abnorme’ quando la legge prevede uno specifico percorso. Il caso analizzato riguarda l’applicazione del rimedio ex art. 115-bis c.p.p., introdotto a tutela della presunzione di innocenza.

Il Caso: La Presunzione di Innocenza e il Ricorso Errato

La vicenda ha origine da un’istanza presentata da un cittadino ai sensi dell’art. 115-bis, comma 3, del codice di procedura penale. L’interessato lamentava una violazione del suo diritto alla presunzione di innocenza e chiedeva la correzione di un provvedimento giudiziario. Il Tribunale competente, tuttavia, rispondeva con un decreto di ‘non luogo a provvedere’, ritenendo che le lamentele sollevate fossero in realtà motivi di appello e non questioni di mera correzione. Di conseguenza, trasmetteva gli atti alla Corte d’Appello.

Ritenendo questa decisione un’inammissibile negazione di giustizia, l’interessato proponeva ricorso per Cassazione, sostenendo che il decreto fosse un atto ‘abnorme’. Secondo la difesa, un provvedimento che non esamina le censure e si limita a dichiarare di non poter procedere sarebbe estraneo al sistema processuale e, pertanto, impugnabile direttamente dinanzi alla Suprema Corte.

La specificità del rimedio ex art. 115-bis c.p.p.

L’articolo 115-bis c.p.p., intitolato ‘Garanzia della presunzione di innocenza’, è stato introdotto per evitare che un indagato o un imputato venga descritto come colpevole prima di una condanna definitiva. Il comma 3 prevede un meccanismo di correzione per i casi in cui questa garanzia venga violata. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce chiaramente il percorso da seguire se la richiesta di correzione viene respinta o gestita in modo insoddisfacente: l’interessato può proporre ‘opposizione al presidente del tribunale o della corte’.

Questo meccanismo costituisce un rimedio speciale e specifico, pensato dal legislatore proprio per queste situazioni. La sua esistenza preclude l’utilizzo di strumenti generici o residuali, come il ricorso per abnormità.

L’Abnormità come Rimedio Residuale

La giurisprudenza, in particolare quella delle Sezioni Unite, ha da tempo chiarito che il ricorso per abnormità è un rimedio ‘residuale’. Ciò significa che può essere utilizzato solo in assenza di altri mezzi di impugnazione previsti dalla legge. L’abnormità si configura quando un atto è talmente stravagante da porsi al di fuori del sistema processuale, ma se il sistema stesso offre una soluzione, quella deve essere percorsa.

Le Motivazioni della Cassazione

La Corte di Cassazione, nel dichiarare inammissibile il ricorso, ha seguito un ragionamento lineare e rigoroso. I giudici hanno sottolineato che l’ordinamento prevede espressamente un rimedio per la situazione in esame: l’opposizione al capo dell’ufficio giudicante (art. 115-bis, comma 4). Poiché esiste un’impugnazione tipica, non c’è spazio per un ricorso basato sulla presunta abnormità del provvedimento.

La Corte ha inoltre osservato un dettaglio decisivo: lo stesso ricorrente, tramite il suo difensore, aveva già presentato formale opposizione al Presidente del Tribunale. Questo dimostrava non solo la consapevolezza dell’esistenza del rimedio corretto, ma anche una duplicazione dei mezzi di impugnazione, un comportamento che ha ulteriormente rafforzato la decisione di inammissibilità. Di conseguenza, la scelta di adire contemporaneamente la Cassazione è risultata palesemente errata e non giustificabile.

Conclusioni

La sentenza ribadisce un principio cardine del diritto processuale: la gerarchia e la specificità dei mezzi di impugnazione. L’introduzione del rimedio ex art. 115-bis c.p.p. ha dotato l’ordinamento di uno strumento ad hoc per la tutela della presunzione di innocenza, definendo un percorso chiaro e obbligato. Il ricorso per abnormità non può essere utilizzato come una scorciatoia o un’alternativa quando non si è soddisfatti di una decisione per la quale è previsto uno specifico gravame. La decisione della Cassazione serve da monito sull’importanza di individuare e utilizzare correttamente gli strumenti processuali che il legislatore mette a disposizione, pena l’inammissibilità del ricorso e la condanna al pagamento delle spese processuali.

È possibile ricorrere in Cassazione contro un decreto che dichiara ‘non luogo a provvedere’ su un’istanza ex art. 115-bis c.p.p.?
No, il ricorso è inammissibile. La legge prevede un rimedio specifico e obbligatorio, ovvero l’opposizione al capo dell’ufficio giudicante che ha emesso il provvedimento, come stabilito dal comma 4 dello stesso articolo.

Cos’è un atto ‘abnorme’ nel diritto processuale e quando si può contestare?
Un atto è ‘abnorme’ quando è talmente estraneo al modello legale da non essere più inquadrabile nel sistema processuale. Tuttavia, si può impugnare per abnormità solo come rimedio residuale, cioè quando la legge non prevede nessun altro specifico mezzo di impugnazione per quel provvedimento.

Qual è la procedura corretta se un giudice non accoglie una richiesta di correzione per violazione della presunzione di innocenza?
In base all’art. 115-bis, comma 4, c.p.p., contro il decreto che decide sull’istanza di correzione, l’interessato e le altre parti possono proporre opposizione al presidente del tribunale o della corte entro dieci giorni dalla notifica. Questa è l’unica via di impugnazione prevista.

Termini giuridici

Non luogo a provvedere
Decisione con cui un giudice dichiara di non poter procedere su una richiesta, spesso per motivi procedurali, senza entrare nel merito della questione.
Opposizione
Un tipo specifico di impugnazione previsto dalla legge contro determinati provvedimenti, che segue una procedura particolare e si propone a un'autorità giudiziaria predefinita.
Presunzione di innocenza
Principio fondamentale secondo cui un imputato non può essere considerato colpevole fino a quando la sua colpevolezza non sia stata accertata con una sentenza definitiva di condanna.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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