La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un giovane imputato condannato per il furto di un ciclomotore, a cui era stata negata la sospensione condizionale. Il diniego si basava erroneamente sul superamento del limite di pena di due anni, ignorando che per gli infraventunenni tale limite è esteso a due anni e sei mesi. Inoltre, i giudici di merito avevano formulato una prognosi negativa basandosi esclusivamente su una segnalazione di polizia per un altro fatto mai accertato. La Suprema Corte ha annullato la sentenza, ribadendo che la sospensione condizionale non può essere negata sulla base di semplici carichi pendenti o informative di polizia senza un'analisi concreta dei fatti, nel rispetto della presunzione di innocenza.
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