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Art. 113 Costituzione — Anno 2025

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Altri anni per Art. 113 Costituzione

Interesse ad agire: quando si può impugnare un ruolo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29319/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro una cartella di pagamento. La decisione si fonda su una recente normativa che richiede al contribuente di dimostrare un concreto 'interesse ad agire', ovvero un pregiudizio effettivo derivante dall'iscrizione a ruolo, per poterla impugnare. La semplice mancata notifica della cartella non è più sufficiente.
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Eccesso di potere: Cassazione fissa i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'impresa edile avverso una decisione del Consiglio di Stato in materia di appalti pubblici. L'impresa lamentava un eccesso di potere giurisdizionale, sostenendo che il giudice amministrativo avesse invaso la sfera di discrezionalità della pubblica amministrazione. La Corte ha ribadito che il ricorso per motivi di giurisdizione è ammissibile solo in caso di difetto assoluto di potere del giudice, e non per presunti errori nell'applicazione della legge. La decisione del Consiglio di Stato, che ordinava una nuova valutazione dell'offerta dell'impresa ricorrente ma confermava quella della concorrente, è stata ritenuta un legittimo esercizio di controllo di legittimità, non un'invasione del merito amministrativo.
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Giurisdizione giudice amministrativo per danni da appalto
Le Sezioni Unite della Cassazione confermano la giurisdizione del giudice amministrativo a decidere sul risarcimento del danno quando l'esecuzione di una precedente sentenza favorevole in materia di appalti diventa impossibile. Un ente locale aveva contestato tale giurisdizione, sostenendo che spettasse al giudice ordinario. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'azione risarcitoria per mancata ottemperanza rientra pienamente nelle competenze del giudice dell'ottemperanza, in quanto rimedio compensativo previsto dalla legge.
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Presunzione distribuzione utili: socio e società
Un socio di una S.r.l. si vede imputare un maggior reddito a seguito della presunzione distribuzione utili non dichiarati dalla società. Sebbene l'accertamento verso la società sia divenuto definitivo per mancata impugnazione, il socio contesta la pretesa fiscale, rivendicando il proprio autonomo diritto di difesa. I giudici di merito hanno respinto le sue ragioni. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma, ritenendo la questione di particolare importanza, rinvia la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo e alcune cartelle di pagamento per vizi di notifica. Sebbene i giudici di merito gli avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, l'azione non può essere accolta.
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Trattenimento dello straniero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del trattenimento di uno straniero in un centro di permanenza per il rimpatrio. La decisione si basa sulla mancanza di documenti di identità, considerata un fattore che integra il 'rischio di fuga' e impedisce l'applicazione di misure alternative meno restrittive. La Corte ha inoltre chiarito che il procedimento amministrativo di espulsione è autonomo e non è vincolato da eventuali misure cautelari meno afflittive disposte in un separato procedimento penale a carico dello stesso soggetto. L'appello del cittadino straniero è stato quindi respinto.
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Presunzione distribuzione utili: socio e società fallita
La Corte di Cassazione esamina due ricorsi collegati contro avvisi di accertamento. Il primo, di una socia unica, si basa sulla presunzione di distribuzione utili di una società a ristretta base; il secondo, del fallimento della stessa società, contesta il metodo di accertamento induttivo. La Corte dichiara estinto il giudizio della socia per adesione a definizione agevolata e rigetta il ricorso del fallimento, confermando che l'onere di provare l'inattendibilità della percentuale di ricarico usata dall'Agenzia delle Entrate spetta al contribuente.
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Sanzioni CONSOB: la responsabilità dell’amministratore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un amministratore di un istituto di credito, confermando le sanzioni CONSOB a suo carico. L'ordinanza stabilisce che anche gli amministratori senza deleghe hanno un dovere di agire informati e di vigilanza, non potendo invocare l'ignoranza di fronte a evidenti segnali di allarme. La Corte ha inoltre ribadito che, in materia di illeciti amministrativi, vige una presunzione di colpa, spettando all'amministratore l'onere di provare di aver agito con la dovuta diligenza.
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Responsabilità amministratori banca: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione inflitta dall'autorità di vigilanza a un ex componente del consiglio di amministrazione di una banca. Il caso riguarda la responsabilità degli amministratori della banca per l'omissione di informazioni cruciali nei prospetti destinati al pubblico. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, chiarendo che anche gli amministratori privi di deleghe operative hanno un dovere di vigilanza e informazione. È stato inoltre ribadito che la sanzione ha natura amministrativa e non penale, e che vige una presunzione di colpa, per cui spetta all'amministratore dimostrare di aver agito diligentemente per evitare la violazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: ecco quando si può
Un contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha applicato una nuova normativa che limita tali ricorsi, dichiarando l'azione inammissibile perché il contribuente non ha dimostrato un pregiudizio concreto, come richiesto dalla legge per avere interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: l’onere della prova
Una società contesta un estratto di ruolo per vecchi contributi previdenziali. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo un principio chiave: per una valida impugnazione estratto di ruolo, non basta l'iscrizione del debito, ma il debitore deve specificamente allegare e provare un pregiudizio concreto, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. La mancata allegazione di tale danno nelle fasi di merito rende l'azione inammissibile.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Una società ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto, prova che nel caso di specie non è stata fornita. Di conseguenza, la sentenza di merito è stata cassata senza rinvio.
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Notifica cartella esattoriale: quando la prova manca
Un'organizzazione non profit contesta un pignoramento, lamentando la mancata notifica della cartella esattoriale presupposta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la sentenza d'appello è nulla se si limita ad affermare genericamente che la notifica è avvenuta regolarmente, senza fornire una motivazione specifica e dettagliata basata sulle prove. Viene ribadito che l'onere di provare la corretta notifica della cartella esattoriale spetta all'ente di riscossione.
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Cessazione materia del contendere: il caso si chiude
Una Regione aveva sanzionato una società per violazioni ambientali relative al mancato rilascio del deflusso minimo vitale di un torrente. La società aveva impugnato con successo la sanzione. Durante il ricorso in Cassazione promosso dalla Regione, è emerso che la società sanzionata era stata cancellata dal registro delle imprese. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché la sanzione era divenuta ineseguibile verso un soggetto ormai estinto, facendo venire meno l'interesse a proseguire la causa.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Un cittadino ha contestato un debito previdenziale venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica della cartella e la prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'inammissibilità dell'impugnazione dell'estratto di ruolo come atto autonomo, in applicazione di una recente normativa (ius superveniens) che limita tale possibilità a casi specifici e tassativi, non riscontrati nella fattispecie.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società ha contestato un estratto di ruolo per cartelle di pagamento non notificate e prescritte. La Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarando inammissibile l'impugnazione estratto di ruolo in base a una nuova legge (ius superveniens) che ne limita la contestabilità autonoma, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Rimborso fiscale: come ottenere l’adempimento
Un contribuente, forte di una sentenza definitiva che ordinava all'Agenzia delle Entrate un rimborso fiscale di oltre 11.000 euro, ne riceveva solo il 50%. L'Amministrazione Finanziaria giustificava il pagamento parziale citando una nuova legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che una sentenza passata in giudicato non può essere svuotata da una norma successiva. Il giudice dell'ottemperanza ha il dovere di ordinare le misure necessarie per garantire il pagamento integrale, assicurando la piena esecuzione del giudicato.
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Impugnabilità estratto di ruolo: limiti e novità
La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione, da parte del ricorrente, di un pregiudizio specifico che legittimasse l'impugnazione diretta, ridefinendo i limiti dell'impugnabilità dell'estratto di ruolo. La sentenza di merito è stata cassata senza rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è consentita in assenza di un'azione esecutiva. Per agire, il debitore deve dimostrare un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla sola iscrizione a ruolo, in linea con le recenti normative e la giurisprudenza delle Sezioni Unite.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9166/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla recente normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale, non essendo più sufficiente la mera allegazione della mancata notifica della cartella di pagamento sottostante. Viene così confermato il difetto di interesse ad agire in assenza di tale prova.
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