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Art. 109 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 109 Codice di Procedura Penale

Mandato di Arresto Europeo: Valido con DNA anche se con pochi dettagli
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un Mandato di Arresto Europeo emesso dalla Germania per reati di rapina. Un uomo, identificato tramite DNA e video, si era opposto alla consegna sostenendo che il mandato non descrivesse in dettaglio le circostanze del reato. I giudici hanno respinto il ricorso, stabilendo che l'identificazione certa attraverso prove scientifiche è sufficiente a rendere valido il mandato, anche se questo contiene solo gli elementi essenziali del fatto. La consegna dell'uomo alle autorità tedesche è stata quindi definitivamente approvata.
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Esigenze cautelari: la Cassazione annulla l’ordinanza
Un imputato, condannato in primo grado per traffico internazionale di stupefacenti, ha impugnato un'ordinanza di custodia cautelare eseguita a distanza di molti anni. La Corte di Cassazione ha annullato tale ordinanza, evidenziando la necessità di una valutazione attuale e concreta delle esigenze cautelari. Il Tribunale del riesame aveva omesso di considerare adeguatamente il lungo tempo trascorso dai fatti e la condotta dell'imputato in quel periodo, elementi che possono incidere sulla persistenza del pericolo di fuga o di reiterazione del reato.
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Traduzione atti giudiziari: il diritto dell’imputato
Un cittadino straniero ha impugnato la decisione di consegna alle autorità del suo paese, basata su un Mandato di Arresto Europeo, lamentando la mancata traduzione degli atti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che il diritto alla traduzione atti giudiziari non è assoluto. È necessario che l'imputato non conosca la lingua italiana e sollevi tempestivamente la questione, cosa non avvenuta nel caso di specie, dove la conoscenza dell'italiano da parte del ricorrente è stata accertata.
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Turbata libertà del procedimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Per due imputati, la condanna è stata annullata per prescrizione del reato. Per un terzo imputato, il ricorso è stato rigettato, confermando la condanna. La sentenza chiarisce un principio fondamentale: il reato può configurarsi anche dopo che un bando di gara è andato deserto, se la condotta collusiva interviene nella fase successiva volta a manipolare la scelta del contraente, ad esempio alterando il contenuto di un nuovo bando.
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