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Art. 109 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 109 Codice di Procedura Penale

Esigenze cautelari: la Cassazione annulla l’ordinanza
Un imputato, condannato in primo grado per traffico internazionale di stupefacenti, ha impugnato un'ordinanza di custodia cautelare eseguita a distanza di molti anni. La Corte di Cassazione ha annullato tale ordinanza, evidenziando la necessità di una valutazione attuale e concreta delle esigenze cautelari. Il Tribunale del riesame aveva omesso di considerare adeguatamente il lungo tempo trascorso dai fatti e la condotta dell'imputato in quel periodo, elementi che possono incidere sulla persistenza del pericolo di fuga o di reiterazione del reato.
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Revoca sospensione condizionale: quando è legittima?
Analisi di una sentenza della Cassazione sulla revoca della sospensione condizionale della pena. Il caso riguarda il mancato pagamento di una provvisionale. La Corte ha stabilito che l'onere di provare l'adempimento spetta al condannato e che il termine per pagare, se non specificato, coincide con quello di sospensione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Turbata libertà del procedimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Per due imputati, la condanna è stata annullata per prescrizione del reato. Per un terzo imputato, il ricorso è stato rigettato, confermando la condanna. La sentenza chiarisce un principio fondamentale: il reato può configurarsi anche dopo che un bando di gara è andato deserto, se la condotta collusiva interviene nella fase successiva volta a manipolare la scelta del contraente, ad esempio alterando il contenuto di un nuovo bando.
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Inutilizzabilità chat criptate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di narcotraffico basato su prove provenienti da un sistema di comunicazione cifrata, acquisite tramite Ordine Europeo di Indagine. I ricorsi degli imputati, che lamentavano l'inutilizzabilità delle chat criptate per presunta violazione dei diritti di difesa, sono stati in gran parte rigettati. La Corte ha ribadito la validità di tali prove, fondandosi sul principio di fiducia reciproca tra Stati UE e ponendo a carico della difesa l'onere di provare specifiche violazioni dei diritti fondamentali. La sentenza ha annullato con rinvio solo una delle posizioni per un vizio di motivazione relativo alla collocazione temporale della condotta associativa.
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Procura estera senza traduzione: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione stabiliscono che una procura estera senza traduzione in italiano non è nulla. La procura alle liti è considerata un atto prodromico al processo, non un atto processuale in senso stretto. Pertanto, non si applica l'obbligo della lingua italiana previsto dall'art. 122 c.p.c., ma la facoltà del giudice, ai sensi dell'art. 123 c.p.c., di nominare un traduttore solo se necessario. Questa decisione, scaturita da una complessa causa ereditaria, mira a evitare un eccessivo formalismo che potrebbe limitare il diritto di difesa.
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