La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di immobili e di un'auto intestati a un cittadino accusato di reati di droga. Le indagini patrimoniali avevano rivelato una netta sproporzione tra i redditi dichiarati dal nucleo familiare (circa 1.500 euro in nove anni) e il valore dei beni acquistati. La difesa ha cercato di giustificare gli acquisti producendo documenti fiscali spagnoli non tradotti in italiano. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile: i documenti in lingua straniera privi di traduzione non possono essere utilizzati per dimostrare la provenienza lecita del denaro. Il sequestro preventivo rimane quindi valido a causa della mancata prova della legittimità delle risorse finanziarie utilizzate per gli acquisti.
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