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Art. 109 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 109 Codice di Procedura Penale

Diritto alla traduzione degli atti: negato se non richiesto
Il Tribunale di sorveglianza ha revocato gli arresti domiciliari a un cittadino straniero per mancanza di un domicilio idoneo e precedenti violazioni. Il difensore ha fatto ricorso in Cassazione eccependo la nullità del provvedimento per mancata traduzione degli atti in una lingua comprensibile al condannato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il Diritto alla traduzione degli atti nei procedimenti di sorveglianza non è automatico per ogni documento. L'interessato ha l'onere di richiedere espressamente la traduzione o l'interprete e deve dimostrare un pregiudizio concreto e reale alla propria difesa. Poiché né il condannato né il difensore avevano formulato tale richiesta in udienza, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
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Confisca di prevenzione: il ricorso del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una donna contro la confisca di prevenzione di un immobile e di un conto corrente a lei intestati. I beni erano ritenuti nella disponibilità del convivente, soggetto a misura di prevenzione. La Corte ha ritenuto non provata la legittima provenienza dei fondi, sottolineando la mancanza di redditi propri della ricorrente e la genericità delle prove addotte.
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Revoca sospensione condizionale: quando è legittima?
Analisi di una sentenza della Cassazione sulla revoca della sospensione condizionale della pena. Il caso riguarda il mancato pagamento di una provvisionale. La Corte ha stabilito che l'onere di provare l'adempimento spetta al condannato e che il termine per pagare, se non specificato, coincide con quello di sospensione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Notifica all’imputato: quando i vizi sono sanati?
La Corte di Cassazione chiarisce che i vizi procedurali avvenuti durante il processo, come la presunta nullità della dichiarazione di contumacia, devono essere contestati tramite i normali mezzi di impugnazione e non in fase di esecuzione della sentenza. In questo caso, il ricorso di un imputato condannato in assenza, che lamentava una scorretta notifica all'imputato, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la notifica al difensore d'ufficio era corretta e che le doglianze sulla mancata traduzione degli atti non potevano essere sollevate per la prima volta in Cassazione.
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