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Art. 1068 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1068 Codice Civile

Spese cancello servitù: chi paga l’automazione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29641/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo le spese del cancello in una servitù di passaggio. Se il proprietario del fondo servente installa un cancello, rendendo meno comodo l'accesso, è tenuto a sostenere i costi per i dispositivi (come videocitofono e apertura automatica) necessari a ripristinare la comodità del passaggio. La Corte ha chiarito che tali opere non rientrano nella conservazione della servitù a carico del fondo dominante, ma sono una conseguenza diretta di un'alterazione apportata dal proprietario del fondo servente.
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Usucapione servitù elettrodotto: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato l'acquisizione per usucapione della servitù di elettrodotto da parte di una società elettrica, anche in assenza di autorizzazioni. La sentenza stabilisce che il nuovo proprietario, che ha acquistato il terreno quando l'usucapione era già maturata, non ha diritto a indennità né alla rimozione dell'impianto, poiché ha comprato il bene nello stato di fatto e di diritto in cui si trovava, ovvero già gravato dalla servitù.
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Supercondominio e uso dei beni comuni: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18241/2024, ha chiarito i presupposti per la costituzione di un supercondominio. Nel caso esaminato, una società immobiliare aveva agito in giudizio per la rimozione di una condotta fognaria che attraversava aree di sua presunta proprietà esclusiva. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione d'appello che aveva qualificato tali aree come beni comuni facenti parte di un supercondominio sorto di fatto. Di conseguenza, l'utilizzo della condotta non configurava una servitù illegittima, ma un legittimo uso della cosa comune, respingendo così l'actio negatoria servitutis.
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Modifica servitù di passaggio: l’accordo è vincolante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18004/2024, ha stabilito che un accordo scritto per la modifica servitù di passaggio, completo di planimetria, costituisce un contratto definitivo e vincolante. La parte che ha sottoscritto l'accordo non può rifiutarsi di adempiere, essendo obbligata a realizzare il nuovo percorso a proprie spese. La Corte ha rigettato il ricorso della proprietaria del fondo servente, che sosteneva la natura meramente preliminare e indeterminata dell'accordo, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Ampliamento servitù: domanda inammissibile in appello
Una proprietaria terriera citava in giudizio i vicini per aver allargato una strada interpoderale a danno della sua proprietà. I convenuti chiedevano in via riconvenzionale la costituzione di una servitù coattiva, domanda respinta in primo grado perché il loro fondo non era intercluso. In appello, modificavano la domanda chiedendo un ampliamento servitù. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la modifica della domanda in appello, basata su presupposti di fatto e di diritto diversi, non è consentita.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue un processo?
Un contenzioso tra un condomino e il proprio condominio, riguardante l'uso di spazi comuni, si conclude in Cassazione non con una sentenza di merito, ma con un'ordinanza che dichiara l'estinzione del giudizio. A seguito del decesso del ricorrente, i suoi eredi hanno optato per la rinuncia al ricorso, mossa accettata dalla controparte. La Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, chiarendo anche le implicazioni su spese legali e contributo unificato.
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